Imprese a guida straniera in Emilia: crescono a Piacenza e Parma, calano a Reggio Emilia
L’analisi della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere fotografa un quadro in chiaroscuro: espansione significativa a Piacenza (+4,2%) e Parma (+4,8%), mentre Reggio Emilia registra una contrazione del 3,2% pur restando prima in regione per incidenza sul totale delle imprese.
Il tessuto imprenditoriale emiliano continua a essere fortemente caratterizzato dalla presenza di imprese guidate da stranieri, ma con dinamiche differenti a seconda dei territori. Le elaborazioni dell’Ufficio Studi Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere relative al primo semestre 2025 mostrano infatti una crescita robusta nelle province di Piacenza e Parma, contrapposta a un calo rilevante a Reggio Emilia.
Piacenza: +4,2% e secondo posto regionale per incidenza
A Piacenza, a fine giugno 2025, le imprese a guida straniera hanno raggiunto quota 4.086, con un incremento del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 (era +4,8% a marzo). Con una quota del 16,0% sul totale delle attività imprenditoriali attive, la provincia si conferma al secondo posto in Emilia per incidenza.
Il settore trainante resta quello delle costruzioni, con 1.728 imprese, pari al 42,3% del totale provinciale a guida straniera (+1,4% in un anno). In forte crescita i servizi alle imprese, che hanno segnato un +12,6% portandosi a 537 unità, e la manifattura con +10,1% (284 attività). Bene anche l’alloggio e ristorazione (+7,8%, 389 imprese), i servizi alla persona (+4,0%, 314) e il commercio (+1,5%, 729 unità). Solo l’agricoltura resta stabile con 98 attività (2,4%).
Dal punto di vista giuridico, prevalgono le aziende individuali (3.289, pari all’80,5%), seguite dalle società di capitale (593, 14,5%), società di persone (180, 4,4%) e cooperative/altre forme (24, meno dell’1%). Quanto alla nazionalità, primeggia l’Albania con 583 imprese individuali (17,7%), seguita da Marocco (375, 11,4%), Romania (314, 9,5%), Macedonia (259, 7,9%), Cina (205, 6,2%), Ucraina (144, 4,4%), Bosnia Erzegovina (121, 3,7%) e Tunisia (119, 3,6%).
Parma: +4,8% e crescita diffusa in tutti i comparti
Anche Parma mostra un andamento positivo. Le imprese a guida straniera hanno toccato quota 5.504 (+251 unità), con un incremento del 4,8% rispetto al primo semestre 2024. L’incidenza sul totale provinciale è del 14,2%, dato che colloca il territorio al sesto posto in Emilia.
Il settore che cresce di più in termini percentuali è quello dei servizi alla persona (+7,5%, 485 attività). Buone performance anche nella manifattura (+5,6%, 682 imprese) e nelle costruzioni, comparto che da solo raccoglie quasi un terzo delle imprese straniere locali: 1.717 aziende (+5,3%). Positivi anche i risultati per i servizi alle imprese (+4,6%, 886 unità), il commercio (+4,2%, 1.040) e l’alloggio e ristorazione (+1,5%, 526). Solo l’agricoltura (154 imprese, 2,8%) si mantiene stabile.
Sul fronte giuridico, il 71,9% delle imprese a guida straniera è rappresentato da ditte individuali (3.957 unità). Le società di capitale sono 1.285 (23,3%), le società di persone 217 (3,9%), mentre consorzi, cooperative e altre forme (45 unità) incidono meno dell’1%. Anche qui il paese più rappresentato è l’Albania con 661 imprese individuali (16,7%). Seguono Moldavia (400, 10,1%), Tunisia (352, 8,9%), Romania (313, 7,9%), Cina (288, 7,3%), Nigeria (242, 6,1%) e Marocco (241 imprese).
Reggio Emilia: -3,2% ma prima per incidenza
In controtendenza, Reggio Emilia registra un calo del 3,2% delle imprese a guida straniera rispetto a giugno 2024, scendendo a 8.103 unità (272 in meno). Nonostante la flessione, la provincia mantiene la prima posizione regionale per incidenza: il 17,3% delle imprese attive è infatti guidato da stranieri.
Alcuni comparti restano dinamici: i servizi alle imprese crescono del 7,6% (766 unità), l’agricoltura del 3,1% (100 attività) e l’alloggio e ristorazione dell’1,6% (560 imprese). Tuttavia, i cali prevalgono: -7,6% nella manifattura (1.003 unità), -4,9% nelle costruzioni (3.885 imprese, pari al 47,9% del totale provinciale a guida straniera), -3,7% nel commercio (1.227 unità) e -2,0% nei servizi alla persona (543 imprese).
Quanto alla natura giuridica, prevalgono le imprese individuali con 5.887 unità (72,7%), seguite da società di capitale (1.748, 21,6%), società di persone (430, 5,3%) e cooperative/altre forme (38 unità). Per nazionalità, guida l’Albania (797 imprese, 13,5%), seguita da Cina (766, 13,0%), Tunisia (621, 10,5%), Marocco (567, 9,6%), Egitto (530, 9,0%), Pakistan (402, 6,8%), Nigeria (392, 6,7%) e Romania (270, 4,6%).
Un quadro complessivo
Il quadro che emerge conferma come l’imprenditoria straniera rappresenti un pilastro importante per l’economia emiliana, pur con dinamiche contrastanti. Se a Piacenza e Parma si registra un consolidamento con tassi di crescita superiori al 4%, a Reggio Emilia si osserva invece una contrazione che riflette difficoltà in settori chiave come costruzioni e manifattura.
Nel complesso, i dati testimoniano sia la resilienza che la vulnerabilità di questo segmento imprenditoriale, che continua a contribuire in modo rilevante al sistema produttivo locale, con incidenze sul totale delle imprese che oscillano tra il 14% e oltre il 17%. La presenza di comunità imprenditoriali provenienti da paesi extra-UE, in particolare Albania, Marocco, Tunisia e Cina, conferma inoltre il ruolo centrale delle migrazioni economiche nello sviluppo del tessuto produttivo regionale.
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere