CNA Ravenna, istituzioni locali e autorità di sistema portuale a confronto: porto, infrastrutture e ZLS, i driver dello sviluppo del territorio
28 milioni di tonnellate movimentate nel 2025, primo porto italiano nelle rinfuse, istituzioni unite per accelerare su infrastrutture e ZLS
Mercoledì 14 gennaio 2026 presso la CNA di Ravenna, si è svolta l’iniziativa “Porto, infrastrutture e ZLS, i driver dello sviluppo del territorio”, un’occasione per condividere con le Istituzioni locali le strategie e le attese per il nostro territorio.
CNA Ravenna ha aperto il 2026 con un tavolo strategico su porto, infrastrutture e Zona Logistica Semplificata. Al centro della discussione, i numeri record del porto ravennate – 28 milioni di tonnellate movimentate nel 2025, primo scalo italiano nelle rinfuse – e la necessità di accelerare sugli investimenti infrastrutturali. L’Associazione dell’artigianato e della Piccole e media impresa ha voluto mettere a confronto imprese e Istituzioni per rendere sempre più Ravenna un punto di riferimento per lo sviluppo logistico del Nord Italia.
Di fronte a una platea numerosa di imprenditori e addetti ai lavori ha introdotto il tema il Direttore Generale della CNA di Ravenna, Massimo Mazzavillani, salutando tutte le istituzioni presenti e sottolineato il grande interesse all’evento: “L’integrazione tra qualità della vita, infrastrutture di alto livello, ZLS, università e centri di ricerca possono trasformare Ravenna e la Romagna in un polo attrattivo per investimenti qualificati e competenze di eccellenza, proiettando il territorio verso un futuro da protagonista.”
Il Presidente della CNA Territoriale di Ravenna, Matteo Leoni, nella sua relazione ha sottolineato i temi chiave per la CNA: “il porto di Ravenna chiude il 2025 con una crescita del 10%, confermandosi al primo posto in Italia nelle rinfuse e al terzo per traffico ferroviario. Il progetto Ravenna Port Hub e la Zona Logistica Semplificata rafforzano il ruolo strategico dello scalo, ma ora servono scelte rapide sulle infrastrutture: Passante di Bologna, quarta corsia dell’autostrada A14 da Bologna San Lazzaro alla diramazione per Ravenna e nuovo svincolo di Castel Bolognese, secondo attraversamento del Candiano e varianti alla Statale 16, il potenziamento ferroviario, assi chiave di collegamento verso il Brennero, nuova stazione dell’alta velocità in Romagna. Servono investimenti certi, per la competitività dell’intero sistema logistico. Inoltre la riforma portuale in discussione sembra essere ispirata da una logica puramente numerica, che non tiene conto dei bisogni specifici del porto ravennate e, conseguentemente, non ne valorizza adeguatamente le sue specificità “
Il Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha incentrato il suo intervento sull’importanza della città di Ravenna come porta d’ingresso e di uscita per i traffici commerciali di tutto il Nord Italia e delle importanti opportunità che ciò genera: “Il superamento dei 28 milioni di tonnellate movimentate nel 2025 è un risultato importante, ma non un punto di arrivo: si realizza in un contesto internazionale complesso, segnato da conflitti, instabilità e tensioni commerciali, che impone prudenza e una visione di medio-lungo periodo. Proprio per questo dobbiamo trasformare questi numeri in sviluppo strutturale, lavorando con una visione condivisa sul futuro del porto di Ravenna e valorizzandone le specificità, che oggi rischiano di non essere adeguatamente riconosciute nella riforma dei porti. La crescita dei traffici mette sotto pressione infrastrutture nate per volumi inferiori: un milione di tonnellate in più significa decine di migliaia di camion sulle strade. Il Sindaco ha condiviso che le priorità di investimento sulle infrastrutture indicate da CNA Ravenna hanno un vantaggio strategico nelle aree retroportuali e nell’intermodalità, ma deve attrarre logistica di qualità, fondata su efficienza, sicurezza e lavoro regolare. Il porto è un fattore di sviluppo per tutta la città e, insieme alla blue economy, rappresenta una grande opportunità che intendiamo valorizzare anche con la candidatura di Ravenna a Capitale italiana del mare 2026.”
A questo ha fatto seguito l’intervento del Presidente della Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna, Giorgio Guberti, che ha dichiarato: “La Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna coinvolge oltre 1.160 unità produttive che nel 2024 hanno generato 11 miliardi di euro di fatturato, con il 25% di export. Se adeguatamente sostenuta, la ZLS può attrarre investimenti, aumentare la competitività e creare migliaia di posti di lavoro, insieme alle infrastrutture, è la chiave per lo sviluppo. Le nostre stime indicano che ogni investimento infrastrutturale genera +0,8% di PIL nel primo anno e fino a +1,5% nei successivi, le proiezioni parlano chiaro in merito alla ZLS: nei prossimi 7 anni, anche nello scenario prudenziale, +90% imprese, +11.000 addetti, +49% fatturato e +161% export. Come Camera di Commercio stiamo investendo su sviluppo, semplificazione e giovani, perché queste sono leve decisive per il futuro del territorio.”
Centrale è stato l’intervento di Francesco Benevolo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale, che ha dichiarato: “Il porto di Ravenna ha chiuso il 2025 con un record storico di traffici, confermando la sua centralità per l’economia nazionale. Il 2026 sarà un anno cruciale: termineranno i fondi PNRR, aumenteranno le turbolenze geopolitiche e sarà decisiva la riforma dei porti. Per questo stiamo accelerando sugli investimenti strategici: completamento delle banchine e dragaggi, con una nuova ordinanza sugli accosti, a cura della Capitaneria di Porto, che consentirà alle navi di entrare con pescaggi fino a 11 metri. Stiamo rafforzando le connessioni intermodali con i grandi corridoi europei e lavorando per attrarre nuovi traffici e investimenti. Ravenna è il primo porto italiano per rinfuse e un’infrastruttura vitale per l’industria: se rallenta Ravenna, rallenta il sistema Paese. Accanto alla crescita, serve una visione di lungo periodo per affrontare sfide demografiche, energetiche, tecnologiche e logistiche. Il futuro si costruisce con monitoraggio continuo e collaborazione istituzionale.”
Infine, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale ha concluso i lavori dell’incontro con queste parole: “Il porto di Ravenna ha attraversato anni difficilissimi – dalla guerra in Ucraina alle crisi delle catene di approvvigionamento – riuscendo però a crescere grazie a una straordinaria coesione tra istituzioni, imprese e mondo del lavoro. Oggi siamo davanti a un punto di svolta, o completiamo le infrastrutture strategiche, dai fondali al passante di Bologna, dalla Statale 16 al potenziamento ferroviario, oppure rischiamo di perdere competitività. Ravenna è rimasta l’unica grande opera portuale mai messa in discussione da governi diversi, perché è un’infrastruttura nazionale ed europea. Il 2026 deve essere l’anno delle scelte chiare: definire l’assetto infrastrutturale, dare certezze agli investitori e rafforzare il ruolo del porto come motore industriale e logistico della Pianura Padana e del Paese.”.




