Il modello sostenibile di Ecomotive Solutions

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Dalla conversione dei motori alla rigenerazione urbana: Affrontare la transizione ecologica significa coniugare innovazione, pragmatismo e impatto reale

Ecomotive Solutions lavora su tecnologie già operative per ridurre le emissioni del parco veicoli esistente, sviluppando al contempo progetti che intrecciano sostenibilità ambientale, welfare e rigenerazione dei territori.

Transizione ecologica ed economia circolare si traducono sempre più spesso in progetti integrati, capaci di rendere sostenibili le attività quotidiane di imprese e comunità. Da questi presupposti nascono le iniziative di mobilità sostenibile e welfare green presentate a Ecomondo da Ecomotive Solutions, azienda italiana specializzata nelle tecnologie per la gestione dei motori a combustione interna e nell’impiego di combustibili alternativi.

Con sede a Serralunga di Crea (Alessandria) e uno stabilimento produttivo in Emilia-Romagna, l’azienda sviluppa tecnologie per carburanti alternativi ed energie rinnovabili: dalla piattaforma Diesel Dual Fuel ai sistemi 100% gas, fino all’Adaptive Fuel System (AFS) per idrogeno, biometano, metanolo e LNG. È inoltre proprietaria dei marchi Autogas Italia, Bigas e Rail. Accanto ai sistemi di retrofit, Ecomotive Solutions offre servizi di testing, prototipazione e integrazione di sistema per i settori automotive, industriale, off-road, marino e ferroviario, collaborando con importanti player industriali nazionali e internazionali.

Le recenti tappe di crescita – tra cui la fusione strategica con Rail e la presentazione del primo motore 100% idrogeno – confermano un percorso di innovazione continua al servizio di una mobilità carbon-neutral. Durante l’evento riminese l’azienda ha presentato il nuovo veicolo commerciale a metano T35 GreenForce e promosso la firma di una lettera di intenti con i partner del progetto BioOrto ElettroAttivo. A raccontare l’impegno di Ecomotive Solutions sul fronte della sostenibilità, è Sara Deregibus, Holdim Shareholder e Marketing Manager.

La transizione ecologica nei trasporti richiede soluzioni immediate ma anche visione di lungo periodo. In che modo Ecomotive Solutions riesce a coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità concreta?

«Ecomotive Solutions è da anni impegnata nello sviluppo e nel supporto della transizione ecologica attraverso soluzioni tecnologiche immediatamente applicabili. I nostri sistemi – dai kit dual fuel, che utilizzano una miscela di gasolio e carburanti alternativi, ai kit bi-fuel fino alla conversione completa dei motori diesel a un unico carburante alternativo – intervengono direttamente sul parco veicoli attualmente circolante.

Per Ecomotive, transizione ecologica significa anche continuare a utilizzare i mezzi già disponibili, offrendo soluzioni concrete e immediate in grado di generare un impatto ambientale positivo senza attendere un completo ricambio del parco veicolare».

Ecomotive Solutions lavora su un ampio ventaglio di carburanti alternativi, dal biometano all’idrogeno. Come si inserisce questa pluralità tecnologica nella strategia verso una mobilità realmente carbon-neutral?

«Riteniamo che una decarbonizzazione totale e immediata basata esclusivamente sull’elettrico rappresenti uno stravolgimento troppo brusco e impattante per l’intero ecosistema automotive. Esistono numerosi carburanti alternativi che, se correttamente impiegati, possono offrire valide soluzioni di riduzione delle emissioni, sfruttando risorse già presenti in natura. La pluralità tecnologica è quindi un elemento chiave per accompagnare la transizione in modo graduale, sostenibile ed economicamente equilibrato».

Il progetto BioOrto ElettroAttivo introduce una dimensione nuova, che intreccia sostenibilità ambientale, welfare aziendale e rigenerazione urbana. Qual è il valore aggiunto rispetto alle tradizionali iniziative di responsabilità sociale d’impresa?

«BioOrto ElettroAttivo nasce con l’obiettivo di mettere in relazione più dimensioni della sostenibilità: dalla produzione agricola a chilometro zero alla riqualificazione di aree urbane e periurbane. Abbinando coltivazioni e soluzioni fotovoltaiche, rendiamo possibile un’agricoltura sostenibile e, al tempo stesso, riduciamo l’impatto visivo e funzionale degli impianti fotovoltaici tradizionali. È un modello che genera valore ambientale, sociale e territoriale, andando oltre la logica della semplice compensazione»

La possibilità di recuperare aree industriali dismesse trasformandole in spazi produttivi agricoli ed energetici apre scenari interessanti per i territori. Che potenziale vede Ecomotive Solutions nella diffusione di questo modello?

«Pensiamo che si tratti di un format replicabile su scala locale, nazionale e anche internazionale. L’Italia dispone di un tessuto agricolo di grande valore, ma soluzioni come BioOrto ElettroAttivo possono favorire coltivazioni sostenibili anche in aree più critiche dal punto di vista climatico o geomorfologico, contribuendo alla rigenerazione del territorio».

La partecipazione a Ecomondo vi ha permesso di confrontarvi con una filiera dell’Emilia-Romagna particolarmente attiva su economia circolare e mobilità sostenibile. Quanto conta questo dialogo con imprese e operatori del territorio?

«È fondamentale poter dimostrare alle imprese del territorio una presenza a 360 gradi sui temi della sostenibilità. Mettere a disposizione la nostra esperienza consente di tracciare un percorso chiaro per le aziende che vogliono avvicinarsi a questi temi, come avvenuto nel caso della spazzatrice elettrica consegnata a Ravenna.

La nostra esperienza pluritrentennale permette alle imprese di avere un partner solido e competente, soprattutto in una fase di transizione ecologica che viene talvolta percepita come troppo rapida e complessa»

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Immagine di Cinzia Funcis
Cinzia Funcis

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