Attrarre talenti, connettere ricerca e imprese, generare nuova imprenditorialità: Rosa Grimaldi racconta la visione della Città metropolitana di Bologna per rafforzare il proprio posizionamento come hub internazionale dell’innovazione
La Spring School Brasimone
La Spring School Brasimone nasce all’interno delle iniziative promosse dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e sostenere la nascita di nuova imprenditorialità ad alto contenuto tecnologico. La volontà che abbiamo sempre avuto è quella di creare un ecosistema innovativo che sia quanto più possibile diffuso, che valorizzi le peculiarità del nostro territorio. La strategia che abbiamo adottato è stata quella di creare Bologna Innovation Square, un’unica politica che unisce servizi e progetti su tematiche chiave per lo sviluppo economico del territorio e dell’ecosistema: digitalizzazione, supporto alla nuova imprenditorialità, transizione ecologica, attrazione e valorizzazione delle competenze. Favorendo il dialogo e le sinergie tra attori pubblici e privati, grandi istituzioni e giovani start up.
Nei nostri territori interni, in Appennino, abbiamo voluto agire con particolare forza sviluppando attività e servizi costruiti attorno alle esigenze reali emerse, affinché la possibilità di avviare un progetto di vita o di carriera lontani dalla città sia una scelta sempre più diffusa. Ad esempio, abbiamo uno “Sportello Imprenditoria Bologna Innovation Square Appennino” che è realizzato assieme al nostro storico “Progetti d’impresa”, un servizio che è nato oltre trent’anni fa, che ha ben dieci sportelli dislocati su tutto il territorio, e che continua a supportare gratuitamente moltissimi giovani nelle loro idee imprenditoriali con l’obiettivo di generare valore economico e contribuire allo sviluppo sostenibile, più che mai importante nell’Appennino bolognese.

La Spring School, nello specifico, è un progetto sperimentale di open innovation realizzato in collaborazione con Enea e Newcleo che porterà almeno sei tra start up e gruppi di ricerca a lavorare per una settimana su sfide innovative. Come abbiamo fatto anche, ad esempio, con il progetto della Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune di Bologna (CTE COBO), che nasce per mettere in relazione competenze, start up e territorio. In questo caso centrale è la ricerca scientifica, e cuore di tutto è ovviamente il patrimonio di competenze del Centro ENEA del Brasimone, uno dei maggiori centri di ricerca riconosciuto a livello nazionale e internazionale dedicato allo studio e allo sviluppo delle tecnologie nei settori della fissione di quarta generazione e fusione nucleare a confinamento magnetico. L’idea è trasformare quest’area dell’Appennino in un luogo sempre più attrattivo per vivere, lavorare, fare ricerca e sviluppare nuove imprese, creando nuove connessioni tra innovazione tecnologica e sviluppo locale.
Bologna hub di eccellenza per l’innovazione e Bologna Innovation Square
L’obiettivo ambizioso che abbiamo è quello di contribuire a posizionare Bologna come hub di eccellenza per l’innovazione, grazie anche alla spinta propulsiva che ci può dare avere nel territorio l’eccellenza del Tecnopolo DAMA e tutto ciò che gli ruota attorno: dall’Università delle Nazioni Unite all’Ai Factory, fino al nostro Gemello Digitale della Città e al nostro ultimo progetto di punta, Land in Bo. Questo progetto lo abbiamo promosso in collaborazione con Regione Emilia-Romagna e Bologna Fiere e il suo sviluppo è possibile grazie alla collaborazione con IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development) e il supporto tecnico di Fondazione Bologna Welcome e Mind the Bridge. Nelle prossime settimane accoglierà i primi 10 soggetti tra start up, corporate e fondi. La volontà è quella di supportare l’attrazione di imprese, start up e fondi di investimento orientati all’innovazione, con una vocazione particolare per intelligenza artificiale e high-performance computing, per favorire il loro insediamento e lo sviluppo di realtà innovative interessate al nostro ecosistema economico e alla costruzione di relazioni con il sistema della ricerca, dell’industria e dell’alta tecnologia. Con Land in Bo offriamo un primo punto di atterraggio e un punto di accesso concreto e operativo per entrare in relazione con IT4LIA AI Factory. Bologna deve aspirare a diventare una città laboratorio per queste sperimentazioni, dove dati e infrastrutture cittadine diventano un patrimonio condiviso.
Il nostro è un territorio accogliente, che mette l’innovazione al centro per essere attrattore di investimenti, talenti, competenze e progetti strategici, per un posizionamento internazionale. In mezzo a grandi potenze noi abbiamo caratteristiche e eccellenze uniche: la nostra università, che è arrivata al 10% di studenti internazionali, un sistema imprenditoriale con top player nel manifatturiero così come nella sanità. E in questo disegno di “Città della Conoscenza” – la grande strategia per proiettare Bologna nel futuro, puntando su nuovi investimenti ad alto contenuto di innovazione e favorire processi di inclusione sociale e rafforzamento del tessuto democratico metropolitano – Bologna Innovation Square è una progettualità centrale.
Cosa fa Bologna Innovation Square? Stimola la nascita di progetti, favorisce eventi strategici per l’ecosistema, connette spazi con vocazione innovativa, coordina e semplifica la collaborazione tra gli attori del territorio, aggrega servizi con un impatto sul sistema imprenditoriale. Rappresenta un vero e proprio metodo di lavoro e una visione per il futuro della città: fare sistema e co-progettare diventa la metodologia centrale. Pubbliche amministrazioni, imprese, centri di ricerca e start up partecipano attivamente e si mettono in rete per affrontare le sfide del futuro con una visione condivisa, aperta.
Il futuro
Con la Spring School Brasimone vogliamo rafforzare il legame tra ricerca di frontiera e nuova imprenditorialità, valorizzando le eccellenze scientifiche presenti nel Centro ENEA del Brasimone e nel territorio appenninico. Questo progetto è uno strumento concreto per attrarre competenze e talenti e costruire nuove collaborazioni. Attraverso progetti come questo, attraverso i tanti incontri, servizi personalizzati, accompagnamenti e supporti che abbiamo messo e stiamo mettendo in campo, in sinergia con le amministrazioni locali e con alcune delle realtà produttive della zona, ci auspichiamo che veramente si possa
ottenere un effetto moltiplicatore e che si possa generare un cambio di mindset in tutte le generazioni. Crediamo che investire in iniziative come questa possa contribuire realmente a creare nuove opportunità di sviluppo per il nostro Appennino




