Competenze, filiere e tecnologie le leve competitive dell’Emilia

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Confindustria Emilia-Area Centro: competenze, filiere e tecnologie le leve competitive dell’Emilia-Romagna

Innovazione industriale, trasferimento tecnologico e nuove specializzazioni produttive delineano le prospettive di sviluppo dell’Emilia-Romagna. Il punto di Confindustria Emilia-Area Centro sui fattori che sostengono la competitività regionale e le priorità per rafforzarne il posizionamento nei nuovi scenari economici e tecnologici

 L’Emilia-Romagna si conferma uno dei principali motori manifatturieri europei, grazie a un sistema produttivo che integra competenze tecniche, ricerca applicata e capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici. In questo contesto, imprese e filiere territoriali svolgono un ruolo chiave nel sostenere competitività e attrazione di investimenti. Ne parliamo con Andrea Pizzardi, Vicepresidente di Confindustria Emilia-Area Centro e amministratore delegato di Iperwood Srl, impegnato nella promozione dell’innovazione e della crescita competitiva delle PMI.

L’Emilia-Romagna è considerata uno dei territori più dinamici in Europa per capacità manifatturiera e propensione all’innovazione. Quali fattori stanno sostenendo questa evoluzione?

Andrea Pizzardi

«In Emilia-Romagna il contributo dell’industria in senso stretto al valore aggiunto regionale è pari al 27,5%, contro una media nazionale del 20%. La capacità di innovare è una caratteristica fondamentale del nostro tessuto economico, solido, tenace e flessibile, che mantiene una forte vivacità nonostante l’incertezza dello scenario internazionale. La regione detiene il primato nazionale per addetti alla ricerca e sviluppo ogni mille abitanti (9,49 contro 5,74) e per domande di brevetto pro-capite, con 207 domande per milione di abitanti. Un’altra peculiarità è l’organizzazione del sistema produttivo in filiere capaci di integrare ricerca, conoscenza dei mercati e competenze tecniche provenienti da ambiti di versi – dalla meccanica all’elettronica, dalla meccatronica al digitale – con un vantaggio competitivo basato su flessibilità produttiva, contenuto tecnologico e varietà dell’offerta. Per garantire continuità al sistema industriale sarà necessario mantenere attrattivo il territorio investendo sui principali driver di sviluppo: digitalizzazione, transizione green e intelligenza artificiale. Allo stesso tempo sarà importante applicare competenze specializzate anche a nuove filiere con elevato potenziale di crescita, come la space economy».

In che modo le imprese stanno affrontando le sfide della trasformazione tecnologica e quali strumenti risultano prioritari?

«Il trasferimento tecnologico tra università, centri di ricerca e imprese rappresenta un elemento fondamentale per sostenere competitività e crescita del sistema industriale, impegnato nella transizione digitale e sostenibile. Come Confindustria Emilia-Romagna, insieme alle associazioni territoriali, accompagniamo le imprese lungo questi percorsi da diversi anni. Il Digital Innovation Hub svolge un ruolo importante di sensibilizzazione e supporto, attraverso attività di informazione e assessment sulla maturità digitale delle aziende. Stiamo osservando segnali incoraggianti, anche se resta ancora molto da fare, soprattutto per le piccole e medie imprese. L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali driver di sviluppo e sta catalizzando l’interesse delle imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori. In questo contesto va riconosciuto il forte impegno dell’amministrazione regionale nello sviluppo del supercomputer Leonardo, della fabbrica dell’intelligenza artificiale Italia e del Tecnopolo DAMA, tutti con sede a Bologna. È fondamentale che queste infrastrutture diventino un hub sempre più accessibile alle imprese, favorendo un salto di qualità nella capacità competitiva».

Il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca è un elemento distintivo dell’ecosistema regionale. Quali modelli stanno producendo i risultati più significativi?

«L’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni italiane più avanzate per performance di innovazione, con un indice superiore alla media europea secondo lo European Innovation Scoreboard 2025. Questo risultato deriva dalla propensione delle imprese a investire in ricerca e innovazione e dalla presenza di un ecosistema molto sviluppato, composto da oltre 100 soggetti tra università, Tecnopoli, centri di ricerca e Digital Innovation Hub. Si tratta di un’eccellenza che svolge un ruolo importante nello sviluppo del territorio. Guardando al futuro, sarà fondamentale lavorare per semplificare questo ecosistema, oggi caratterizzato da una certa frammentazione e da sovrapposizioni di ruoli e attività. Occorre favorire economie di scala, definire punti di accesso chiari e costruire una vera e propria “catena del valore” della ricerca regionale, capace di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese e contribuire allo sviluppo complessivo del territorio».

Quali direttrici strategiche saranno decisive per consolidare il posizionamento dell’Emilia-Romagna nei prossimi anni?

«È necessario rendere il territorio sempre più attrattivo per investimenti e competenze, creando un contesto favorevole allo sviluppo delle imprese. Servono processi più semplici e veloci, capaci di sostenere la creazione di lavoro qualificato, l’adozione di nuove tecnologie e il percorso di decarbonizzazione. L’impresa rappresenta la chiave per coniugare crescita economica e sostenibilità, creazione di occupazione ed equità, innovazione e progresso tecnologico e sociale».

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Immagine di Cinzia Funcis
Cinzia Funcis
Coordinatrice di redazione e giornalista

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