Export, tre velocità per l’Emilia

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Export, tre velocità per l’Emilia: Piacenza accelera, Parma cresce, Reggio tiene

Nel primo semestre 2026 le esportazioni delle tre province sfiorano complessivamente i 15,8 miliardi di euro. Piacenza registra un +22,4%, Parma un +5,5% e Reggio Emilia un +1,8%. L’Europa sostiene tutti i territori, mentre il mercato statunitense mostra andamenti opposti.

L’export di Parma, Reggio Emilia e Piacenza chiude il primo semestre 2026 in crescita, ma con ritmi e motori differenti. Le analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati ISTAT restituiscono il quadro di una manifattura capace di aumentare il valore delle vendite oltreconfine, pur attraversata da risultati disomogenei tra comparti e mercati.

Sommando i valori riportati per le tre province, le esportazioni raggiungono circa 15,77 miliardi di euro, con un incremento complessivo di circa 1,08 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025. Reggio Emilia mantiene il valore più elevato, con 6,727 miliardi; Parma si attesta a 5,342 miliardi e Piacenza a circa 3,7 miliardi. È però quest’ultima a segnare l’espansione più rapida: +22,4%, contro il +5,5% parmense e il +1,8% reggiano.

La lettura congiunta evidenzia una crescita che non procede in modo uniforme. Piacenza rafforza il passo rispetto al +17% registrato nel primo trimestre; Parma rallenta rispetto al precedente +12,4%; Reggio Emilia conferma sostanzialmente la dinamica positiva di inizio anno.

Manifattura protagonista, con motori diversi

A Parma la farmaceutica è tra i principali fattori di espansione: le esportazioni aumentano del 26%, raggiungendo 778 milioni di euro. Anche la chimica cresce a doppia cifra, con un +13,3% e un valore di 350 milioni. I macchinari salgono del 6,8% a 1,519 miliardi, superando per valore esportato l’agroalimentare, che arretra del 3,3% a 1,490 miliardi.

Il risultato parmense mostra quindi un cambiamento nei rapporti tra le principali filiere esportatrici: alla flessione alimentare si affiancano l’espansione dei macchinari e il forte aumento dei prodotti farmaceutici e chimici. L’export cresce di 280 milioni di euro, mentre il saldo commerciale resta positivo per 2,537 miliardi, anche grazie alla diminuzione delle importazioni del 4,9%.

A Reggio Emilia sono soprattutto i metalli di base e i prodotti in metallo a distinguersi, con un +12,4% e 778 milioni di euro di esportazioni. L’agroalimentare aumenta del 2,4% a 439 milioni, mentre i macchinari, prima voce dell’export provinciale, avanzano dell’1,3% a 2,39 miliardi. Il tessile scende invece dello 0,8% a 1,236 miliardi; più marcata la flessione di gomma e materie plastiche, pari al 4,7%, con un valore di 690 milioni.

La crescita reggiana vale 118 milioni di euro in più rispetto al primo semestre 2025. Il saldo commerciale indicato nel report è positivo per 3,721 miliardi, a fronte di importazioni in calo del 5,4%.

A Piacenza spicca l’aumento degli apparecchi elettrici: +62,3%, per 326 milioni di euro. Crescono anche i macchinari, del 13% a 739 milioni, e i metalli, del 9,3% a 269 milioni. Il tessile raggiunge 881 milioni, con un incremento del 5,2%, mentre i mezzi di trasporto arretrano dell’8,1% a 256 milioni. Nel complesso, la manifattura piacentina esporta beni per 3,652 miliardi, in aumento del 22,2%.

L’Europa sostiene la crescita dei tre territori

Il principale elemento comune è il ruolo del mercato europeo. L’Europa assorbe il 67,5% dell’export parmense, il 73,3% di quello reggiano e il 78,8% di quello piacentino. In tutte e tre le province i flussi aumentano: +6,1% per Parma, +4,2% per Reggio Emilia e +30,3% per Piacenza.

La Germania è il primo mercato di destinazione per Reggio Emilia, con 910 milioni di euro e un aumento del 2,2%, e per Piacenza, dove le vendite crescono del 40,6% a 657 milioni, superando quelle dirette in Francia. Anche Parma rafforza i flussi verso il mercato tedesco, con un +8,9% e 707 milioni.

Per Piacenza l’espansione europea coinvolge anche Francia e Spagna. La prima raggiunge 622 milioni di euro, in aumento del 31,6%; la seconda sale a 423 milioni, con un +93,9%. Verso la Germania il report segnala incrementi particolarmente elevati per chimica, computer, apparecchi elettrici, gomma e materie plastiche. In assenza dei valori assoluti dei singoli flussi, queste variazioni non consentono però di quantificarne il contributo alla crescita complessiva.

Stati Uniti e Asia, risultati divergenti

Il mercato statunitense rende particolarmente evidente la distanza tra le traiettorie territoriali. Per Parma gli Stati Uniti diventano la prima destinazione dell’export: 728 milioni di euro, il 13,6% del totale, con un aumento del 30%. Crescono le vendite di metalli, apparecchi elettrici, macchinari e farmaceutici.

Il quadro cambia per Reggio Emilia, dove le esportazioni verso gli USA diminuiscono del 10,7% a 647 milioni, e per Piacenza, che registra un calo del 17,5% a 118 milioni. I report documentano questa divergenza, senza fornire elementi sufficienti per attribuirla a specifiche cause commerciali o regolatorie.

Anche l’Asia presenta risultati differenti: Parma arretra del 6,7% a 472 milioni di euro e Reggio Emilia del 3% a 546 milioni. Piacenza cresce invece del 5,1% a 471 milioni, con la Cina che aumenta del 14% a 179 milioni.

Le prospettive per le imprese

Il primo semestre conferma la centralità dell’Europa per le tre economie provinciali e mostra quanto il risultato dell’export dipenda dalla combinazione tra specializzazioni produttive e mercati di sbocco. La crescita dei macchinari accomuna i territori, mentre agroalimentare e tessile seguono direzioni diverse. Gli Stati Uniti offrono un forte impulso a Parma, ma segnano una contrazione per Reggio Emilia e Piacenza.

Per le imprese, questi risultati suggeriscono l’utilità di valutare le opportunità internazionali a livello di singola filiera e destinazione. Consolidare i rapporti con i mercati europei e diversificare gli sbocchi commerciali saranno temi da seguire nei prossimi mesi. I dati disponibili misurano il valore delle merci esportate: per valutare pienamente la tenuta competitiva occorrerà affiancarli all’andamento dei volumi, dei prezzi e della redditività.

Fonte: report dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati ISTAT, relativi al primo semestre 2026 e forniti alla redazione. I valori aggregati sono calcolati sui dati arrotondati riportati nei tre documenti.

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