Artigianato ferrarese, motore dell’economia territoriale

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Con 7.951 imprese, l’artigianato ferrarese genera un valore aggiunto diretto di oltre 940 milioni di euro, garantendo un posto di lavoro a quasi 18.000 persone, pari al 18,1% dell’occupazione totale

Con quasi 8.000 imprese attive e un valore aggiunto diretto superiore a 940 milioni di euro, l’artigianato si conferma una componente strutturale dell’economia ferrarese, capace di generare occupazione, sostenere la competitività territoriale e contribuire alla solidità delle filiere produttive. Il settore garantisce lavoro a circa 18.000 persone, pari al 18,1% dell’occupazione complessiva, evidenziando un ruolo rilevante nel sistema economico locale.

Il tessuto artigiano si distingue per una diffusa capacità imprenditoriale, che coinvolge una pluralità di profili: le imprese guidate da donne rappresentano il 20,9% del totale, mentre circa una su dieci è condotta da giovani under 35. Significativa anche la presenza di imprenditori stranieri, pari al 19,6%, a conferma di un comparto dinamico e inclusivo, capace di integrare competenze diverse e contribuire alla crescita economica del territorio.

L’artigianato mantiene un forte radicamento nei settori produttivi tradizionali, in particolare nelle costruzioni, dove le imprese artigiane rappresentano il 40,1% del totale, e nella manifattura, con una presenza pari al 17,4%. Accanto ai comparti tipici del Made in Italy – come tessile, abbigliamento, legno e arredo – emergono attività a maggiore intensità di capitale, tra cui la meccanica e la lavorazione dei metalli, strategiche anche per la competitività sui mercati internazionali.

Un contributo importante proviene inoltre dai servizi, dove oltre il 30% delle attività presenta una connotazione artigiana, in particolare nei trasporti, nella logistica e nei servizi alla persona. Si tratta di ambiti che evidenziano la capacità del comparto di adattarsi alle evoluzioni della domanda e di presidiare segmenti diversificati dell’economia reale.

«Nel DNA delle abilità e dei saperi degli artigiani risiede una parte significativa della storia economica del Paese», ha evidenziato Paolo Govoni, vicepresidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, sottolineando come l’artigianato continui a rappresentare un presidio territoriale fondamentale, capace di coniugare tradizione e sviluppo e di offrire opportunità di autonomia e creatività alle nuove generazioni.

In un contesto caratterizzato da cambiamenti demografici e trasformazioni del mercato del lavoro, l’impresa artigiana può rappresentare un ambiente attrattivo per i giovani grazie a modelli organizzativi flessibili, opportunità di crescita professionale e valorizzazione delle competenze individuali. Tra gli elementi distintivi emergono la possibilità di sviluppare percorsi professionali personalizzati, il coinvolgimento nei processi decisionali e l’integrazione tra competenze tradizionali e nuove tecnologie.

Le botteghe artigiane e le piccole imprese si configurano quindi come fattori di stabilità e sviluppo, contribuendo alla vitalità dei territori e alla continuità delle competenze produttive. Un patrimonio economico e culturale che richiede politiche di sostegno mirate, in grado di valorizzare il capitale umano e rafforzare la competitività del sistema produttivo nel medio-lungo periodo.

 

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La Redazione

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