Tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia crescono gli impieghi bancari e si rafforza la ricchezza finanziaria di famiglie e imprese. Con differenze tra territori e settori, il credito continua a sostenere il sistema produttivo locale
Il sistema del credito in Emilia occidentale chiude il 2025 con segnali complessivamente positivi. I dati diffusi dalla Banca d’Italia e analizzati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia mostrano infatti una crescita degli impieghi bancari nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, accompagnata da un rafforzamento del risparmio finanziario detenuto da famiglie e imprese. Un quadro che, pur con alcune differenze tra territori e comparti economici, restituisce l’immagine di un sistema economico ancora dinamico e capace di generare liquidità e investimenti.
A Piacenza i prestiti erogati dal sistema creditizio hanno raggiunto i 6,4 miliardi di euro, segnando una crescita del 3,5% rispetto al 2024. La dinamica è stata sostenuta sia dalle famiglie consumatrici, con un incremento del 3,1%, sia dalle imprese, cresciute del 3,7%. Il sistema produttivo si conferma il principale destinatario del credito, assorbendo oltre la metà degli impieghi complessivi. In particolare, circa 3,6 miliardi sono stati destinati alle imprese, con una quota rilevante diretta alle aziende medio-grandi. Dal punto di vista settoriale, il comparto manifatturiero ha registrato la crescita più significativa, con un aumento del 6%, seguito dai servizi e dalle costruzioni. Allo stesso tempo, la qualità del credito mostra segnali di miglioramento: il tasso di deterioramento è sceso all’1,2%, in calo rispetto all’1,5% dell’anno precedente. Anche il risparmio finanziario evidenzia una crescita: depositi e titoli a custodia hanno portato il valore complessivo della ricchezza finanziaria di famiglie e imprese piacentine a 21,1 miliardi di euro, oltre un miliardo in più rispetto al 2024.
A Parma il credito bancario ha raggiunto volumi ancora più consistenti, arrivando a 14,2 miliardi di euro di impieghi complessivi, con un aumento del 2,6% su base annua. Anche qui il sistema imprenditoriale si conferma il principale beneficiario dei finanziamenti, con quasi il 60% dei prestiti destinati alle imprese. All’interno di questo quadro emergono però differenze tra dimensioni aziendali: i finanziamenti alle imprese medio-grandi sono cresciuti del 2,2%, mentre quelli rivolti alle realtà più piccole hanno registrato una lieve flessione. Particolarmente dinamica la componente delle famiglie consumatrici, che ha visto i prestiti salire a 5,2 miliardi di euro con una crescita del 4,2%. L’analisi per settori produttivi evidenzia invece andamenti divergenti: forte crescita nei servizi, dove i finanziamenti sono aumentati del 16,7%, mentre il manifatturiero e le costruzioni hanno mostrato una contrazione. Un segnale molto positivo arriva dalla qualità del credito, con il tasso di deterioramento sceso allo 0,8%, un netto miglioramento rispetto ai livelli registrati nel 2024. Sul fronte della ricchezza finanziaria, Parma raggiunge quota 32 miliardi di euro tra depositi e titoli, confermando la solidità della capacità di risparmio del territorio.




