Export Emilia Occidentale, crescita a due velocità tra manifattura, mercati esteri e incertezze globali. Parma traina l’espansione, Reggio Emilia rallenta, Piacenza in flessione: l’Europa resta il principale riferimento commerciale
Il 2025 restituisce un quadro articolato per l’export dell’Emilia occidentale, dove convivono segnali di crescita e dinamiche più frenate, a conferma di un contesto internazionale complesso e ancora condizionato da tensioni geopolitiche e volatilità dei costi energetici. Parma, Piacenza e Reggio Emilia mostrano traiettorie differenti, ma accomunate da una forte centralità della manifattura e dal ruolo strategico dei mercati europei.
Parma si distingue come la provincia con la performance più brillante, registrando un incremento delle esportazioni del 5,3% e superando i 10 miliardi di euro. Un risultato che migliora ulteriormente le dinamiche positive già evidenziate nel corso dell’anno e che si colloca ben al di sopra della media regionale. A sostenere la crescita è soprattutto il comparto manifatturiero, che rappresenta oltre il 97% dei flussi verso l’estero. In particolare, si rafforza il peso dell’industria alimentare, che supera i 3 miliardi di euro di export, affiancata dall’ottima performance dei macchinari, in aumento dell’11,3%, e dal contributo dell’industria farmaceutica. Il sistema produttivo parmense consolida inoltre la propria presenza sui mercati europei e registra progressi anche in Asia, America e Africa, confermando una buona capacità di diversificazione geografica.
A Reggio Emilia, invece, la crescita complessiva dell’export si ferma allo 0,7%, risentendo soprattutto della flessione del comparto delle macchine e macchinari, che rappresenta la quota più rilevante delle vendite all’estero del territorio. Nonostante un parziale recupero nella seconda parte dell’anno, il settore non è riuscito a compensare le perdite registrate nel primo semestre, incidendo sul risultato finale. Migliori, invece, le performance di altri comparti manifatturieri, tra cui il tessile-abbigliamento, la gomma e le materie plastiche, l’alimentare e gli apparecchi elettrici. Anche per Reggio Emilia l’Europa si conferma il principale mercato di riferimento, mentre si registrano flessioni nelle esportazioni verso America e Asia, segnale di una domanda internazionale meno dinamica.
Più complessa la situazione di Piacenza, che chiude il 2025 con un calo dell’export del 4,5%, per un valore complessivo di 6,6 miliardi di euro. La contrazione è legata principalmente al manifatturiero, comparto che rappresenta quasi la totalità delle esportazioni provinciali. Incide in modo significativo il forte ridimensionamento dei flussi verso la Cina, mentre mostrano segnali positivi i settori alimentare, dei mezzi di trasporto e degli apparecchi elettrici. Il dato complessivo risente anche delle specificità del territorio, caratterizzato da un importante polo logistico che influenza i flussi commerciali e la loro distribuzione geografica. Anche in questo caso, l’Europa rimane l’area di destinazione principale, mentre risultano più deboli le performance verso Stati Uniti e Asia.
Nel complesso, l’analisi evidenzia un sistema produttivo ancora fortemente orientato ai mercati internazionali, ma esposto alle incertezze del contesto globale. Le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto in Medio Oriente, stanno contribuendo ad alimentare l’aumento dei costi energetici, con ripercussioni dirette sulla competitività delle imprese e sulla capacità di pianificare investimenti nel medio periodo.
L’Europa continua a rappresentare il principale sbocco commerciale per le imprese dell’Emilia occidentale, confermandosi un mercato relativamente più stabile rispetto ad altre aree del mondo. Allo stesso tempo, la volatilità registrata su alcuni mercati extraeuropei evidenzia la necessità di rafforzare strategie di diversificazione e di consolidare la presenza internazionale delle filiere produttive locali.
Il quadro che emerge è quello di un territorio dinamico, nel quale la manifattura continua a svolgere un ruolo determinante nella creazione di valore, ma che richiede politiche di sostegno capaci di accompagnare le imprese in una fase di cambiamento caratterizzata da nuove complessità. In uno scenario internazionale in evoluzione, competitività, innovazione e capacità di presidiare i mercati esteri restano fattori chiave per sostenere la crescita e rafforzare il posizionamento del sistema produttivo emiliano.




