Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese

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Una crescita delle imprese in attività, ma un deciso calo delle aziende artigiane; aspettative delle imprese per il 2026 improntate all’incertezza; un fatturato stabile negli ultimi anni per le aziende impegnate sui mercati nazionali, mentre è decisamente negativo per le imprese inserite nelle filiere che esportano.

È questo lo scenario economico per il Comune di Bologna, presentato ieri sera da CNA nell’ambito di un incontro dedicato alla Finanziaria 2026. Nella sede della CO.TA.BO, CNA ha organizzato il quarto e ultimo del suo ciclo di incontri “Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese”: come per i primi incontri svolti a Zola Predosa, Anzola e Vergato, sala affollata di imprenditrici ed imprenditori ad ascoltare gli esperti CNA che hanno illustrato le novità fiscali, quelle in tema di lavoro e di incentivi.

E’ stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’economia per le imprese che hanno la sede nel Comune di Bologna e nell’area metropolitana di Bologna. In base ai dati della Camera di Commercio di Bologna, nel 2025 il Comune di Bologna ha visto un calo di imprese di 346 unità. Lo scorso anno infatti sotto le Due Torri sono nate 2.371 imprese mentre hanno chiuso 2.717 attività. Complessivamente le aziende attive nel Comune di Bologna sono 31.992 a fine 2025.

Circoscrivendo i dati alle aziende artigiane, il calo sempre nel Comune di Bologna è stato di 198 aziende: 702 gli artigiani che hanno aperto nel 2025, 900 quelli che hanno chiuso. Sotto le Due Torri sono attive 7.581 aziende artigiane.

Meglio va nell’area metropolitana di Bologna nel suo complesso: qui le aziende sono cresciute di 635 unità: 5.358 le aziende avviate nel 2025, 4.723 quelle che hanno chiuso i battenti. Complessivamente le aziende in attività a fine 2025 sono 90.392.

Un dato interessante riguarda l’andamento demografico per forma giuridica d’impresa. Analizzando sempre l’area metropolitana di Bologna, risulta che le società di capitale sono cresciute a fine 2025 di 806 unità: 1.776 le neonate, 970 le cessate. Al contrario sono in calo le società di persone diminuite di 376 unità: 255 quelle nate, 631 quelle cessate.

Ricapitolando: nell’area metropolitana di Bologna sono attive 24.358 imprese artigiane, cresciute di 181 rispetto all’anno precedente, 6.794 imprese giovanili con oltre 1.500 nuove attività nel 2025, 19.276 imprese femminili pari ad un tasso di imprenditorialità del 21,6%, 13.077 le attività gestite da stranieri.

Sempre analizzando i dati della Camera di Commercio, riferiti al terzo trimestre 2025, il settore che ha sofferto maggiormente lo scorso anno è stato l’artigianato manifatturiero impegnato nell’export: il fatturato estero è diminuito del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, anche gli ordini sull’estero hanno visto un calo del 7,7%. Va meglio invece nel mercato nazionale : le aziende artigiane del manifatturiero hanno visto una crescita del fatturato dell’1,6% e gli ordini di un +1,8%.

Cosa si aspettano le imprese bolognesi per il 2026? In base ai dati sul manifatturiero, che è uno dei settori trainanti, è l’incertezza a prevalere. Dazi, guerre, situazione geopolitica generale continueranno comunque a mettere in difficoltà le aziende, soprattutto quelle impegnate sui mercati esteri.

Lo dice anche un sondaggio di CNA nazionale presentato pochi giorni fa, che ha verificato come le previsioni di performance positive per il 2026 si fermino al 15,5% nella media nazionale. Sotto la media le imprese dell’Emilia Romagna, solo il 13,5% prevede performance positive.

La “fotografia” dello stato di salute economico dell’area bolognese, presentata dal Responsabile Area Economico-Sindacale CNA Bologna Andrea Bargiacchi, è stata l’introduzione dell’incontro, incentrato su “Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese”.

Novità che sono state evidenziate dagli esperti di CNA: la Responsabile Service Area Fiscale CNA Bologna Maria Teresa Di Bella, la Responsabile Service Area Lavoro CNA Bologna Isabella Parrilla, il Responsabile Serfina società di consulenza finanziaria CNA Bologna Massimo Freguglia.

Roberta Li Calzi, Assessora al bilancio e allo sport del Comune di Bologna, ha aperto l’incontro: «La Finanziaria non è solo un insieme di numeri, ma azioni che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. Purtroppo ci sono molti tagli che penalizzano gli enti locali. Diventa perciò importante lavorare con le associazioni di categoria come CNA».

«È una Finanziaria meno incisiva di quanto speravamo, molto corposa, ci sono tanti capitoli che riguardano le nostre imprese – ha affermato Salvatore Vrenna, Presidente CNA Area Bologna Città e Vicepresidente CO.TA.BO – Purtroppo c’è ancora troppa burocrazia e CNA deve fare da bussola, spiegare, indicare le opportunità».

“Bisognerebbe incentivare di più le aziende, troppe piccole imprese stanno chiudendo – ha concluso il Direttore Generale CNA Bologna Claudio Pazzaglia – C’è bisogno di ricambio generazionale e sostegni per chi decide di farlo. Bisogna difendere le imprese di prossimità. Tutto questo nella Finanziaria non lo troviamo”.

L’incontro è stato moderato da Massimo Fontanarosa, Responsabile CNA Area Bologna Città.

 

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Immagine di La Redazione
La Redazione

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