Il private banking accompagna l’impresa

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Banca Generali: a Bologna il private banking accompagna l’impresa tra storia e futuro

L’impresa familiare italiana è uno dei pilastri del tessuto economico nazionale, grazie alla capacità con cui ha saputo evolversi attraverso le generazioni, trasformandosi di pari passo con i mercati e le congiunture economiche. Per approfondire le ragioni di questi successi ed esplorare le strade per trasformarli in ulteriore sviluppo, anche grazie al crescente supporto del private banking, Banca Generali Private ha organizzato a Bologna l’evento “L’impresa tra storia e futuro.” Il convegno, organizzato dai private banker del capoluogo, in particolare attraverso l’impegno del District Manager Mauro Brosco, ha esplorato una case history d’impresa di successo, approfondendo in parallelo come il wealth management sia sempre più un partner cruciale per gli imprenditori in qualità di regista del rapporto tra PMI e settore finanziario.

Durante l’incontro si sono confrontati Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali, e Gianluca Romagnoli, CEO di Rominvest Spa, imprenditore di seconda generazione nel settore biomedicale.

Al centro del dibattito l’esperienza imprenditoriale della famiglia Romagnoli, iniziata con la fondazione nel 1980 di Pentaferte e cresciuta nei decenni fino alla formazione di Numantec, gruppo leader a livello europeo nei dispositivi medici infusionali e che riunisce sette società del settore biomedicale. Dallo sviluppo internazionale al passaggio generazionale, passando per la managerializzazione e l’apertura del capitale a un partner finanziario in ottica di crescita, una storia d’impresa emblematica delle sfide e delle opportunità che molte PMI italiane devono affrontare quotidianamente.

Tra i temi più caldi in questo senso c’è proprio quello della continuità generazionale. Oltre 300 miliardi di ricchezza finanziaria passeranno di mano all’interno delle famiglie private entro il 2033 (dati AIPB), mentre le cessioni di imprese saranno quasi 4.000 nei prossimi 10 anni, secondo uno studio del Politecnico di Milano. Una sfida a cui spesso si trova risposta attraverso l’M&A o riformando la governance. Non a caso il 2025 si è chiuso con circa 1.400 deal di M&A conclusi, secondo i dati KPMG, sostenuti dal crescente interesse degli investitori finanziari con oltre 500 operazioni, in crescita del +30% rispetto al 2024.

Grandi sfide su cui il private banking sempre più spesso si propone come snodo tra gli imprenditori e il mondo della finanza, per arrivare a una gestione delle operazioni straordinarie o delle iniziative di crescita in linea con i migliori esempi e modelli, garantendo protezione e tutela del valore degli interessi delle famiglie imprenditoriali. In questo contesto il banker assume così il ruolo di regista del dialogo tra aziende e operatori finanziari, visto il suo perfetto allineamento senza conflitti di interesse con l’imprenditore, grazie a un rapporto di fiducia di lungo periodo con i clienti.

I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa. Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati dei capitali, passando per operazioni di riassetto della governance, anche in chiave successoria, il banker può affiancare la famiglia imprenditoriale nella ricerca delle soluzioni che meglio rispondono ai suoi interessi patrimoniali. Ed è un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda,” ha commentato Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali.

 

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