Manifattura emiliana, segnali di ripresa

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Tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia il quarto trimestre 2025 chiude con produzione e fatturato in crescita. A sostenere l’industria sono soprattutto meccanica ed export, mentre l’artigianato continua a muoversi in un contesto più fragile

Il sistema manifatturiero dell’Emilia mostra segnali di consolidamento nel finale del 2025. I dati congiunturali elaborati dall’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, nell’ambito dell’indagine sulle piccole e medie imprese industriali fino a 500 addetti, restituiscono l’immagine di un tessuto produttivo che, pur tra differenze territoriali e settoriali, continua a dimostrare capacità di tenuta. Produzione, fatturato e ordinativi tornano infatti a crescere in molte aree della regione, mentre le imprese guardano al 2026 con aspettative improntate soprattutto alla stabilità.

Tra le realtà più dinamiche si distingue Parma, dove il quarto trimestre del 2025 registra una crescita della produzione del 4%, nettamente superiore alla media regionale del 2,3%. Anche il fatturato mostra un andamento positivo, con un incremento del 3,2% rispetto all’1,7% regionale. A trainare la performance sono soprattutto le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto, che segnano un aumento dei volumi del 7,9%, seguite dall’industria dei metalli (+6,4%) e dalla lavorazione dei minerali non metalliferi (+5%). Positiva anche la dinamica degli ordinativi, cresciuti del 2,2%, mentre la domanda estera segna un aumento del 4,3%. Il sistema produttivo parmense beneficia inoltre di un portafoglio ordini solido, che garantisce oltre quindici settimane di produzione, e di un utilizzo degli impianti superiore alla media regionale.

Anche Piacenza chiude l’anno con segnali di miglioramento. Dopo la lieve flessione registrata a fine settembre, la produzione manifatturiera torna a crescere del 2,3% nell’ultimo trimestre del 2025, in linea con l’andamento regionale. Più contenuto l’incremento del fatturato, fermo al +0,4%, ma in netto recupero rispetto al dato negativo del trimestre precedente. A sostenere la dinamica sono soprattutto gli ordinativi, che crescono del 4,9%, con un contributo significativo della domanda interna. Particolarmente solido appare il portafoglio ordini delle imprese piacentine, che assicura quasi diciotto settimane di produzione, mentre il grado di utilizzo degli impianti supera il 78%, confermando una fase di attività sostenuta.

Diverso il quadro a Reggio Emilia, dove la crescita si mantiene più contenuta ma comunque positiva. Nel quarto trimestre del 2025 la produzione aumenta dell’1,1% e il fatturato dello 0,6%. Le performance migliori arrivano dall’industria alimentare e dal comparto ceramico, entrambi in crescita del 7,2%, oltre che dall’industria delle materie plastiche. Più debole invece l’andamento di alcuni settori manifatturieri tradizionali, come il tessile-abbigliamento e l’elettronica, che registrano un arretramento sia nella produzione sia nel fatturato. Il dato complessivo risente anche di una lieve flessione degli ordinativi totali (-0,3%), compensata però dal buon andamento della domanda estera, che cresce del 4,1%.

Se il quadro dell’industria nel suo complesso appare orientato alla stabilizzazione, la situazione resta più complessa per l’artigianato manifatturiero. In tutte e tre le province il comparto mostra infatti una maggiore esposizione alle oscillazioni del mercato. A Parma la produzione artigiana registra ancora una lieve contrazione (-0,3%), mentre a Piacenza il calo si attesta allo 0,8% e a Reggio Emilia raggiunge il -4,5%. Non mancano tuttavia segnali positivi legati all’export: in diversi casi la domanda proveniente dai mercati internazionali continua a sostenere fatturato e ordinativi, contribuendo ad attenuare l’impatto della debolezza della domanda interna.

Guardando ai primi mesi del 2026, le aspettative delle imprese restano improntate alla prudenza. La maggioranza degli operatori nelle tre province prevede una sostanziale stabilità sia per la produzione sia per gli ordinativi, mentre una quota più limitata si attende un miglioramento. Il clima complessivo rimane dunque cauto, ma non privo di fiducia: dopo un periodo caratterizzato da forti incertezze macroeconomiche, la manifattura emiliana sembra aver ritrovato un equilibrio che potrebbe rappresentare la base per una nuova fase di consolidamento.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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