PMI di Forlì-Cesena e Rimini: ricavi stabili, occupazione in crescita

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Ricavi reali stabili, occupazione in crescita del 17% dal 2019 per le PMI di Forlì-Cesena e Rimini

Presentata l’analisi del Dipartimento di Scienze Aziendali (Disa) dell’Università di Bologna sui bilanci 2019-2024, che fotografa struttura, performance e fattori di successo del sistema produttivo locale. Iniziativa nata dalla sinergia tra la Camera di commercio della Romagna e il Disa.

Le piccole e medie imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini confermano il proprio ruolo centrale nell’economia del territorio. È quanto emerge dall’analisi svolta dal Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna (Disa), coordinata dal prof. Marco Maria Mattei e dal dott. Matteo Merlo, presentata nel nuovo appuntamento, promosso in sinergia con la Camera di commercio della Romagna. L’indagine ha preso in esame i bilanci d’esercizio depositati dalle società di capitali con sede nelle due province nel periodo 2019-2024, con esclusione delle imprese finanziarie, assicurative e immobiliari.

L’evento di presentazione “L’algoritmo della crescita” è stato introdotto e moderato da Fabrizio Schiavoni, segretario generale dell’ente camerale, e ha visto gli interventi di Marco Maria Mattei (Disa – Università di Bologna) e di Marco Valli (capo economista Unicredit), la testimonianza aziendale di Paolo Cimatti (ceo e founder di New Time spa) e le riflessioni e strategie di Carlo Battstini, presidente della Camera di commercio della Romagna. 

I principali risultati interpretati da Marco Maria Mattei, direttore della sede di Rimini del Disa.

Nel 2024 le PMI rappresentano circa il 30% delle società di capitali considerate, generano il 43% del fatturato aggregato e impiegano il 54% dei dipendenti. Dopo la flessione del 2020 e il successivo recupero, i ricavi nominali delle PMI hanno raggiunto 20,3 miliardi di euro, rispetto ai 15,9 miliardi del 2019, con un incremento nominale di circa il 28%. In termini reali, ossia al netto dell’inflazione, il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile nel triennio 2022-2024 e risulta superiore di circa il 2% rispetto al 2019.

Il segnale più incoraggiante proviene dall’occupazione. I dipendenti delle PMI sono passati da 77.711 nel 2019 a 91.053 nel 2024, con un incremento complessivo del 17% e un tasso medio annuo di crescita prossimo al 3%. La crescita interessa soprattutto le imprese medie, i cui organici sono cresciuti del 23%, mentre anche le piccole imprese mostrano un’espansione significativa degli organici, superiore al 12%.

La redditività rimane positiva, pur con segnali di normalizzazione nel 2024. Gli indicatori mediani evidenziano un ROE dell’11,7%, un ROI del 5,9% e un ROS del 4,4%. Il valore aggiunto reale per dipendente presenta differenze rilevanti tra classi dimensionali: nel 2024 è pari a circa 64.500 euro nelle medie imprese e a 49.200 euro nelle piccole. La dinamica segnala che l’aumento dell’occupazione non è stato accompagnato, in tutte le classi, da una crescita proporzionale della produttività del lavoro.

L’analisi settoriale conferma il peso della manifattura e del commercio, che generano insieme quasi due terzi del fatturato complessivo delle PMI. Tra il 2019 e il 2024, la crescita reale dei ricavi è stata particolarmente sostenuta nei settori delle costruzioni, altri servizi, e nel comparto dell’alloggio e della ristorazione. Quest’ultimo presenta, tuttavia, il valore aggiunto per dipendente più contenuto tra i principali settori esaminati.

Un approfondimento esplorativo ha inoltre individuato 59 PMI ad alte performance, selezionate sulla base di crescita dei ricavi, marginalità operativa, investimenti materiali, risultati economici positivi e andamento dell’occupazione. Queste imprese generano complessivamente oltre 435 milioni di euro di ricavi e sono concentrate soprattutto nella manifattura e nel commercio. Lo screening non costituisce una graduatoria assoluta delle migliori imprese del territorio, ma rappresenta il punto di partenza per una successiva analisi dei fattori critici di successo delle aziende più dinamiche del territorio.

I commenti

“I dati descrivono un sistema di PMI resiliente, capace di sostenere l’occupazione anche in una fase di crescita economica moderata. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’espansione degli organici in una crescita più intensa della produttività e del fatturato” ha osservato Marco Maria Mattei, direttore sede di Rimini del Dipartimento di Scienze Aziendali – Università di Bologna.

“Le crescenti tensioni geopolitiche e l’emergere di un nuovo ordine mondiale più frammentato stanno ridefinendo il contesto economico globale. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale e i grandi piani di investimenti pubblici in infrastrutture, digitalizzazione, transizione energetica e difesa stanno creando nuove opportunità di crescita. Per le PMI, questo scenario rappresenta una sfida e un’opportunità. La capacità di investire in tecnologie digitali, rafforzare la resilienza delle catene di fornitura e diversificare i mercati di sbocco sarà fondamentale per rimanere competitive e intercettare i flussi di investimento generati dalle nuove priorità strategiche” ha commentato Marco Valli, capo economista Unicredit.

“Nel nostro territorio oltre il 90% delle realtà produttive è composto da micro e piccole imprese: un’imprenditorialità diffusa che crea ricchezza e valore sociale – ha dichiarato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Le stime macroeconomiche indicano una crescita moderata, pari allo 0,5% per il 2026 e allo 0,3% per il 2027. Per rendere questo sviluppo solido e sostenibile, è indispensabile che le nostre PMI mettano l’incremento della produttività al centro dei propri obiettivi strategici. La competitività del sistema economico si gioca sulla capacità di investire in innovazione, qualità e tecnologia. Dobbiamo scegliere la strada dell’alto valore aggiunto e delle competenze, evitando la trappola della compressione dei costi. Come Camera di commercio, insieme all’Università di Bologna, adottiamo un approccio basato sulla data strategy: conoscere a fondo le dinamiche e le eccellenze delle PMI ci permette di calibrare interventi precisi. Dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla formazione manageriale alla sostenibilità fino alla gestione del passaggio generazionale, operiamo per accompagnare le imprese verso un salto strutturale e di qualità”.

La collaborazione tra la Camera di commercio della Romagna e il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna proseguirà nell’ambito di progetti di ricerca orientati all’analisi dei dati di bilancio e al monitoraggio degli investimenti, per offrire al tessuto economico locale strumenti conoscitivi sempre più avanzati a supporto dello sviluppo.

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La Redazione

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