Tra i primi gruppi italiani per numero di brevetti europei, SACMI integra la sostenibilità in tutti i comparti industriali e investe sulla formazione per accompagnare le transizioni in atto
Fondata nel 1919 a Imola, SACMI è oggi una multinazionale cooperativa leader nei settori ceramica, packaging, beverage, metalli e materiali avanzati. In oltre un secolo di storia ha depositato più di 6.200 brevetti, posizionandosi nella top ten italiana per numero di brevetti europei. Nel Piano di Sostenibilità, avviato nel 2024, il gruppo ha integrato governance, processi produttivi, formazione e filiera, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità un fattore strutturale di competitività.
Ne abbiamo parlato con il Presidente Paolo Mongardi, che ha illustrato come per il gruppo cooperativo di Imola lo sviluppo sostenibile significhi creare crescita duratura mettendo al centro persone e territori.
Presidente Mongardi, SACMI ha definito il suo primo Piano di Sostenibilità di Gruppo nel 2024. Come si traduce questa visione in azioni concrete?
«La protezione del pianeta è da anni un driver strategico per SACMI ed è parte integrante del nostro modello di governance. Abbiamo rafforzato la nostra capacità di rendicontazione e analisi, anche in vista della nuova Direttiva europea CSRD, partendo dall’analisi di impatti, rischi e opportunità e dalla definizione di obiettivi misurabili. In questo contesto è stato definito il Piano di Sostenibilità di Gruppo, che coinvolge strutture produttive e modello aziendale e mira a posizionare SACMI tra le aziende capofila della manifattura sostenibile in Italia e in Europa, includendo l’intera catena del valore. L’obiettivo non è solo anticipare le normative, ma integrare strutturalmente la sostenibilità come fattore di competitività e crescita, proseguendo con l’implementazione del Piano attraverso progetti mirati nei settori chiave, inclusi i percorsi di formazione ESG per management e maestranze».
Nel 2024 avete depositato 276 brevetti, posizionandovi tra le aziende italiane con il maggior numero di domande europee. Come riuscite a mantenere questo ritmo di innovazione e che ruolo ha la sostenibilità?
«L’innovazione è parte del DNA di SACMI, che ha superato le 6.200 invenzioni brevettate, confermandosi negli ultimi anni nella top ten italiana per numero di brevetti europei. Nel 2024 siamo stati selezionati per la mostra “L’Italia dei Brevetti” del MIMIT, poi idealmente proseguita all’EXPO 2025 di Osaka. Innoviamo perché è indispensabile per perseguire i nostri obiettivi di business. Le tecnologie che sviluppiamo migliorano l’efficienza dei processi, riducono i consumi e gli impatti ambientali e rendono i prodotti dei nostri clienti più competitivi sui mercati. Questo è possibile anche grazie alla crescita continua delle competenze interne, con oltre 94mila ore annue di formazione, e su un dialogo costante con scuole e università».
L’Emilia-Romagna si conferma un hub di innovazione. Quanto incide questo ecosistema territoriale sul vostro successo innovativo?
«Operiamo al centro di uno dei principali distretti europei della meccatronica, caratterizzato da una solida cultura tecnica condivisa tra imprese e sistema formativo. In questo contesto SACMI ha rinnovato di recente l’Accordo quadro con l’Università di Bologna e ospita ogni anno oltre 150 studenti tra stage, tirocini, tesi e dottorati.
Contiamo oltre 100 collaborazioni attive a livello globale su progetti strategici. Con l’Alma Mater condividiamo inoltre un laboratorio di eccellenza in ambito packaging presso la sede di Imola. L’innovazione orientata alla sostenibilità è oggi centrale anche grazie a progetti cofinanziati a livello regionale, nazionale ed europeo».
La transizione ecologica nell’industria richiede un ripensamento dei processi produttivi. Come state rendendo il vostro modello produttivo più sostenibile a livello ambientale pur mantenendo la competitività?
«La ricerca sui nuovi materiali è centrale, soprattutto nel packaging, secondo i principi delle 3Rs: ‘reduce, reuse, recycling’. Siamo i primi al mondo ad aver presentato nel 2025 un progetto di riciclo completo delle capsule in HDPE per uso alimentare e una nuova linea per tappi in cellulosa.
Nel settore ceramico abbiamo sviluppato il concetto di Easy Factory, che integra iperproduttività e sistemi digitali avanzati per il controllo qualità e di processo, riducendo gli sprechi e migliorando la qualità. In parallelo abbiamo ripensato i processi termici, introducendo soluzioni a idrogeno, elettrico e ibride».
Valori cooperativi e persone. Che ruolo hanno nella vostra strategia di sostenibilità?
«Generare valore condiviso per la comunità è un principio cardine della cooperazione. Il Gruppo conta oltre 70 società in 25 Paesi e opera prevalentemente con fornitori locali, che rappresentano più del 90% del totale. In tutte le aree in cui operiamo promuoviamo progetti di sostegno alle comunità, in particolare nei campi della formazione e dell’istruzione. Per SACMI lo sviluppo sostenibile significa creare crescita duratura mettendo al centro le persone e i territori, un principio fondante della nostra identità cooperativa e oggi più che mai attuale»




