Dalla ricerca industriale al trasferimento tecnologico: Valeria Pignedoli racconta il ruolo del Tecnopolo Bologna CNR nel connettere competenze scientifiche, imprese e territorio, trasformando l’innovazione in opportunità di sviluppo
Il Tecnopolo Bologna CNR rappresenta uno dei nodi più strategici della rete dell’innovazione dell’Emilia-Romagna, con un ruolo centrale nel favorire il dialogo tra ricerca scientifica e sistema produttivo e nel trasformare competenze e tecnologie in applicazioni concrete per le imprese. Parliamo di questo con Valeria Pignedoli, Manager del Tecnopolo Bologna CNR e Direttore Generale di MISTER Smart Innovation, per approfondire il contributo del Tecnopolo nello sviluppo dell’ecosistema innovativo, le principali linee di ricerca e le prospettive future di crescita e collaborazione.
Il Tecnopolo Bologna CNR rappresenta uno dei nodi più importanti della rete regionale dell’innovazione. Qual è oggi il suo ruolo nel favorire il trasferimento tecnologico tra ricerca e sistema produttivo?

«Il Tecnopolo Bologna CNR rappresenta oggi uno dei nodi più importanti della rete regionale dell’innovazione e svolge un ruolo strategico nel favorire il trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo. La sua funzione principale è promuovere il coinvolgimento del tessuto produttivo e imprenditoriale, nonché della cittadinanza, attraverso attività di disseminazione dei contenuti scientifici ritenuti più rilevanti e di maggiore interesse. Questo avviene tramite iniziative di valorizzazione dei risultati della ricerca, con l’obiettivo di generare possibili impatti positivi sul territorio e sulle filiere produttive.
Un ulteriore elemento centrale è rappresentato dalle attività di networking, che mirano ad avvicinare e mettere in relazione i diversi attori della catena dell’innovazione, come centri di ricerca, imprese, istituzioni e altri stakeholder. In questo modo il Tecnopolo favorisce lo scambio di competenze, la collaborazione e la nascita di nuove progettualità.
Il suo ruolo è quindi quello di agevolare il contatto continuo tra il mondo della ricerca e quello delle imprese, promuovendo anche l’analisi dei fabbisogni delle diverse filiere produttive. Questo processo consente di orientare le attività di ricerca verso applicazioni concrete e di supportare le imprese nell’adozione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate».
I vostri centri di ricerca lavorano su ambiti strategici come materiali avanzati, monitoraggio ambientale e tecnologie per la sostenibilità. Quali sono le principali linee di ricerca che stanno generando maggiore impatto sul territorio?
«Sia il laboratorio MISTER, di cui sono direttore generale, sia il laboratorio PROAMBIENTE sono laboratori di ricerca industriale con una missione comune: promuovere il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. Entrambi sono laboratori di ricerca industriale del Tecnopolo CNR, accreditati alla Rete alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna con sede all’interno dell’Area Territoriale di Ricerca di Bologna del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Pur condividendo la stessa missione, i due centri presentano una forte specializzazione tematica. MISTER si concentra in particolare sul digitale e i materiali innovativi sviluppando progettualità su Internet of Things, sensoristica avanzata, data analisys, intelligenza artificiale e tecnologie immersive, mentre PROAMBIENTE è focalizzato sulle tecnologie ambientali il monitoraggio, rimedio e misurazione degli impatti antropici.
Questa complementarità favorisce anche la nascita di progettualità congiunte. Un esempio è il progetto DeLIVER, Decisions on Logistics’ Impact Value in Emilia-Romagna, che mira a sviluppare soluzioni innovative per la gestione logistica in alcune aree particolarmente congestionate dell’area metropolitana di Bologna attorno all’Interporto. Il progetto integra simulazioni di traffico con campagne di misura di inquinanti e parametri atmosferici di interesse, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei flussi urbani e ridurre l’impatto ambientale della mobilità».
In che modo il Tecnopolo dialoga con imprese, start up e istituzioni per trasformare la ricerca scientifica in applicazioni concrete e opportunità di sviluppo economico?
«Non esiste un unico modo di dialogare con il territorio: al contrario, l’approccio deve adattarsi alle diverse realtà con cui interagiamo. Dalla pubblica amministrazione alle start up che stanno muovendo i primi passi e spesso dispongono di risorse limitate, fino alle grandi aziende che cercano di ottimizzare i propri processi in tempi rapidi, senza dimenticare le organizzazioni che operano nel sociale, nella formazione e nel terzo settore. In ognuno di questi casi la relazione va costruita in modo personalizzato, partendo sempre da una fase di ascolto. Uno degli obiettivi del Tecnopolo è proprio quello di diventare un punto di riferimento territoriale per lo sviluppo scientifico e il progresso sociale. Per questo motivo lavoriamo affinché sia percepito come uno spazio accessibile e aperto alla cittadinanza, alle imprese e alle istituzioni. Una volta avviato il contatto, cerchiamo di coltivare nel tempo queste relazioni, mantenendo un dialogo costante con i diversi attori del territorio. Lo facciamo attraverso l’organizzazione di convegni, eventi e iniziative di disseminazione scientifica, ma anche coinvolgendo imprese, start up e istituzioni nelle attività della nostra rete. L’obiettivo è dimostrare concretamente che far parte dell’ecosistema dell’innovazione rappresenta un’opportunità reale di crescita e sviluppo».
Guardando al futuro, quali sono le sfide e le opportunità per rafforzare ulteriormente il ruolo del Tecnopolo Bologna CNR all’interno dell’ecosistema dell’innovazione dell’Emilia-Romagna?
«Il modello del Tecnopolo come hub territoriale è ormai consolidato: esso promuove l’innovazione e offre servizi di supporto nello sviluppo di prototipi e tecnologie. Guardando al futuro, una grande opportunità consiste nello sviluppare scambi interregionali e internazionali, confrontando diversi modelli, pratiche e sfide comuni, per poi adattare e scalare le migliori esperienze sul territorio locale. A livello infrastrutturale l’ampliamento del Tecnopolo, in corso di realizzazione, prevede: nuovi laboratori e spazi innovativi, come una sala immersiva per testare tecnologie interattive e immersive, e un laboratorio dedicato alla misurazione degli impatti antropici; ristrutturazione e potenziamento di spazi già esistenti, come le officine comuni del CNR, pensati per supportare le progettualità di ricerca e favorire lo scale up dei risultati, aumentando il TRL delle tecnologie e accelerandone l’ingresso sul mercato. Altra sfida chiave è mettere a sistema e coordinare le risorse disponibili per offrire supporto alle start up, creando sinergie e collaborazioni che rafforzino il ruolo del Tecnopolo come nodo centrale dell’ecosistema dell’innovazione in Emilia-Romagna per l’accompagnamento ed il supporto alle start up con percorsi di incubazione e accelerazione».




