Imprese giovanili, l’Emilia cresce ma non in modo uniforme

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Tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia sono 7.850 le attività guidate da under 35. Parma e Reggio Emilia crescono sopra la media regionale, mentre Piacenza registra una lieve flessione. I servizi alle imprese si confermano uno dei principali ambiti di attrazione per le nuove generazioni imprenditoriali

Nel primo trimestre del 2026 l’imprenditoria giovanile nell’area emiliana mostra segnali di vitalità, pur con andamenti differenti tra le province. Parma e Reggio Emilia registrano una crescita del numero di imprese guidate da under 35, superiore alla media regionale, mentre Piacenza evidenzia una lieve contrazione su base annua. Nel complesso, tra le tre province considerate, le imprese giovanili attive raggiungono quota 7.850, confermando il ruolo delle nuove generazioni nel tessuto produttivo locale.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, il quadro territoriale appare più dinamico rispetto alla tendenza nazionale. A fronte di un calo italiano del 2,2% delle imprese giovanili, Parma e Reggio Emilia si muovono infatti in controtendenza: la prima cresce del 2,3%, con 58 unità attive in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la seconda registra un incremento dell’1,6%, pari a 57 imprese aggiuntive. Piacenza, invece, segna una flessione dell’1,6%, con 28 attività in meno su base annua.

Il dato più consistente in valore assoluto riguarda Reggio Emilia, dove le imprese under 35 attive sono 3.591. Seguono Parma, con 2.559 realtà, e Piacenza, con 1.700. Anche l’incidenza delle imprese giovanili sul totale del tessuto economico locale evidenzia differenze significative: Reggio Emilia raggiunge il 7,7%, il valore più alto dell’area vasta emiliana, Piacenza si attesta al 6,9% e Parma al 6,6%.

L’analisi settoriale restituisce un’immagine articolata dell’imprenditoria giovanile. A Parma e Piacenza il comparto più rappresentato è quello dei servizi alle imprese, che conta rispettivamente 663 e 391 attività guidate da under 35. A Reggio Emilia, invece, il primato spetta alle costruzioni, con 909 imprese, pari al 25,3% del totale provinciale delle realtà giovanili. Si tratta di un dato particolarmente rilevante, che conferma il peso del settore all’interno dell’economia reggiana e la sua capacità di attrarre nuova iniziativa imprenditoriale.

Il commercio resta un ambito centrale in tutte e tre le province: a Parma sono 532 le imprese giovanili attive nel settore, a Reggio Emilia 732 e a Piacenza 316. Seguono, con pesi diversi a seconda dei territori, i servizi alla persona, l’alloggio e la ristorazione, il manifatturiero e l’agricoltura. Nel parmense si rileva una distribuzione piuttosto equilibrata tra i diversi comparti, con presenze significative anche nei servizi alla persona, nell’agricoltura, nel manifatturiero e nella ristorazione. A Piacenza, oltre ai servizi alle imprese, si distinguono costruzioni, commercio e settore primario. A Reggio Emilia, accanto alla forza delle costruzioni, emergono servizi alle imprese e commercio, seguiti dai servizi alla persona e dalla manifattura.

Dal punto di vista della forma giuridica, la ditta individuale rimane nettamente prevalente. A Parma riguarda 1.968 imprese giovanili, pari al 76,9% del totale, in crescita del 4,2% rispetto al primo trimestre 2025. A Piacenza le ditte individuali sono 1.387, l’81,6% della platea complessiva, pur in lieve calo dello 0,7%. A Reggio Emilia raggiungono quota 2.904, con un peso dell’80,9% e una crescita del 2,1% su base annua.

Più differenziato appare l’andamento delle società di capitali. A Reggio Emilia crescono del 2,7%, arrivando a 561 unità, mentre a Parma diminuiscono del 3,1%, attestandosi a 475 imprese. A Piacenza la contrazione è più marcata, con un calo del 6,9% e 230 unità attive. Le società di persone risultano invece in diminuzione a Parma e Reggio Emilia, rispettivamente del 3,8% e del 16,0%, mentre a Piacenza mostrano un lieve aumento dell’1,3%.

Un altro elemento comune riguarda l’intensità della presenza giovanile nelle compagini imprenditoriali. In tutte e tre le province prevale infatti il grado “esclusivo”, cioè quello in cui la presenza di under 35 è totale. Questa categoria rappresenta l’88,2% delle imprese giovanili parmigiane, il 91,6% di quelle piacentine e il 91,5% di quelle reggiane. Le forme a partecipazione “forte” e “maggioritaria” restano invece minoritarie, confermando come l’imprenditoria giovanile sia nella maggior parte dei casi espressione diretta e piena delle nuove generazioni.

La distribuzione territoriale conferma il ruolo dei capoluoghi, ma mette in evidenza anche la presenza diffusa dell’imprenditoria giovanile nei comuni minori. Nel Comune di Parma si concentrano 1.149 imprese under 35, pari al 6,8% del totale delle attività locali. A Piacenza il capoluogo ospita 675 imprese giovanili, con un’incidenza del 7,4%. A Reggio Emilia le realtà guidate da giovani sono 1.460 e rappresentano l’8,2% del tessuto imprenditoriale cittadino.

Guardando all’incidenza nei singoli comuni, emergono valori particolarmente elevati anche fuori dai capoluoghi. Nel parmense spiccano Valmozzola, con il 12,7%, Felino, Salsomaggiore Terme, Collecchio e Noceto. Nel piacentino il primato va a Ottone, con un’incidenza del 13,3%, seguito da Morfasso, Zerba, Sarmato e Rottofreno. Nel reggiano i valori più alti si registrano a Campegine e Reggiolo, entrambi al 9,7%, seguiti da Sant’Ilario d’Enza, Montecchio Emilia, Fabbrico e Albinea.

Il quadro complessivo restituisce dunque un’imprenditoria giovanile radicata nei territori, ma attraversata da dinamiche differenti. Parma evidenzia la crescita percentuale più intensa, Reggio Emilia conferma il peso maggiore in termini assoluti e la più alta incidenza sul tessuto economico locale, mentre Piacenza, pur registrando una flessione, mantiene una presenza under 35 significativa e superiore a quella parmense in termini di incidenza complessiva.

In un contesto nazionale segnato da una riduzione delle imprese giovanili, l’Emilia occidentale mostra quindi una capacità di tenuta e, in alcuni territori, di espansione. La centralità dei servizi, la forza delle costruzioni nel reggiano, la presenza ancora rilevante del commercio e il ruolo dei comuni minori indicano un’imprenditorialità giovane non limitata ai grandi centri urbani, ma distribuita lungo le diverse vocazioni produttive locali. Un segnale importante per leggere il ricambio generazionale dell’economia e la capacità dei territori di accompagnare nuove iniziative d’impresa.

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