Cinema e audiovisivo, in provincia di Ravenna una filiera di micro-imprese in rete che punta a crescere
Presentata al Teatro Rasi, nell’ambito del Nightmare Film Festival, la ricerca di CNA Cinema e Audiovisivo: il 59% di imprese e professionisti prevede di crescere, ma servono risorse, mercati e strumenti dedicati
Un settore vivo, fatto di piccole imprese che lavorano in rete, radicate nel territorio e fiduciose nel futuro, ma che chiedono strumenti e mercato per crescere. È la fotografia del cinema e dell’audiovisivo in provincia di Ravenna emersa dalla ricerca promossa da CNA Cinema e Audiovisivo e presentata ieri sera, martedì 13 ottobre, al Teatro Rasi di Ravenna, all’interno del programma del Nightmare Film Festival.
La serata si è aperta con la proiezione di un video originale, realizzato per l’occasione, che racconta alcuni dei principali progetti audiovisivi sviluppati negli ultimi anni sul territorio ravennate. Dopo la presentazione dei dati, un panel con alcuni protagonisti del settore, Thomas Cicognani, artista visivo e produttore, Marco Carone, avvocato specializzato in diritto d’autore, e Fabio Abagnato, Responsabile di Emilia-Romagna film Commission, ha riportato le prospettive, criticità e opportunità del comparto.
Il 64% di chi ha risposto all’indagine di CNA lavora senza dipendenti, ma il 91% si avvale di collaboratrici e collaboratori freelance ricorrenti e il 77% collabora stabilmente con altre aziende partner. Più della metà (52%) ha un fatturato medio annuo inferiore ai 100.000 euro. Per il 50% cinema e audiovisivo sono l’attività prevalente e il 71% ha almeno un progetto in fase di sviluppo. Negli ultimi tre anni si sono realizzati soprattutto cortometraggi (63%) e documentari (47%), destinati in primo luogo a web e social media (59%), sale cinematografiche e festival (47% ciascuno). I clienti si trovano prevalentemente nel resto d’Italia per il 48%, in Emilia-Romagna per il 38% e all’estero per il 14%. L’81% ha almeno una quota di fatturato proveniente da soggetti pubblici. Per quanto riguarda le risorse, il 59% ha ottenuto finanziamenti pubblici negli ultimi tre anni, ma la metà non ha mai partecipato a un bando dedicato all’audiovisivo e solo il 19% ha richiesto il Tax Credit cinema. Il 52% ha utilizzato bandi non di settore, legati a formazione, innovazione ed export.
Si investe e si lavora sul territorio: Il 73% ha investito oltre 5.000 euro in tecnologie, attrezzature, licenze e formazione negli ultimi tre anni; il 68% coinvolge sempre o spesso professionisti e fornitori locali e il 62% sceglie location della provincia. Il 52%, però, non ha mai partecipato a eventi o mercati di settore.
Per quanto riguarda le criticità e i bisogni del settore, Il primo nodo sono le risorse economiche: la carenza di finanziamenti è indicata dal 50%, seguita da un ambiente locale considerato non ancora maturo (41%) e dalle difficoltà di accesso al credito (36%). Tra i bisogni più sentiti, sviluppo commerciale e accesso ai finanziamenti (48% ciascuno), networking e partnership (43%).
In questo quadro, le prospettive del settore si rivelano comunque molto incoraggianti: il 59% prevede una crescita della propria attività nei prossimi anni (il 9% una forte crescita), il 27% stabilità e il 14% una riduzione. Le priorità indicate sono incentivi anche locali alle imprese del settore (59%), una Film Commission regionale più forte e finanziata e un fondo dedicato alle produzioni (36% ciascuno).
Nel presentare i risultati della ricerca, Nevio Salimbeni, Responsabile di CNA Cinema e Audiovisivo Ravenna, ha commentato: “questi dati ci consegnano il ritratto di un settore molto vivo e che cresce e crede nel territorio. Occorre accompagnare le imprese in questo sviluppo creando reti e collaborazioni solide e costruendo strutture e logiche capaci di superare i confini locali per far conoscere la produzione ravennate a un pubblico sempre più ampio. È importante, quindi, l’attività delle Associazioni per aggregare le imprese e aiutarle a interpretare e affrontare i cambiamenti dei mercati”.
Ha fatto seguito l’intervento di Fabio Abagnato che ha sottolineato il ruolo importante dei festival e del lavoro della Film Commission che promuove e mette in rete tutte le attività della filiera e crea per loro nuove possibilità e opportunità, incentivando la formazione specializzata e continua – realizzata anche grazie alle Associazioni – e intercettando i mercati giusti per ogni tipo di prodotto: “Il nostro impegno è far conoscere meglio gli strumenti esistenti, a partire dai bandi di settore e dal Tax Credit, e lavorare con le istituzioni per un sostegno anche locale. Il cinema, oggi, non può più sostenere l’assioma “piccolo è bello”, ma deve costruire strumenti e percorsi sempre più ampi”.




