Una partnership tra Consar, CNA Ravenna e Università di Firenze per un nuovo modello di sviluppo organizzativo per le imprese
Impresa, associazione e università al lavoro insieme: con il progetto “Innovare per crescere: risorse umane, scienza e innovazione”, Consar, CNA Ravenna, CNA Formazione Emilia-Romagna e l’Università di Firenze hanno unito competenze d’impresa, associative e scientifiche per ridisegnare l’assetto organizzativo del Gruppo Consar, formare i manager del futuro e introdurre un sistema avanzato di valutazione delle performance per l’innovazione che mette al centro le persone.
Obiettivo di questo percorso di trasformazione organizzativa, guidato dal rigore della ricerca accademica del prof. Carlo Odoardi – direttore del Centro di ricerca internazionale “Strategic Human Resource Management for Innovation” dell’Università di Firenze – e del suo team, è stato ripensare in chiave scientifica l’organizzazione, la leadership e la valorizzazione delle persone all’interno della cooperativa.
L’iniziativa è nata dalla volontà di affrontare le sfide della complessità con strumenti nuovi, mettendo al centro il merito, la trasparenza e la crescita professionale. Ne è emerso un vero racconto di innovazione condivisa, un esempio concreto di un cambiamento profondo e sostenibile, capace di diventare modello per tutte le imprese del territorio.
Il progetto si è sviluppato lungo tre direttrici fondamentali: il ridisegno dell’assetto organizzativo, realizzato attraverso l’applicazione di un modello scientifico di analisi dei processi che ha permesso a Consar di mappare i flussi interni e definire con precisione ruoli e responsabilità; la formazione manageriale e la leadership per l’innovazione in relazione ad un modello di competenze validato dalla comunità scientifica internazionale, un percorso di alta formazione che ha coinvolto il gruppo dei responsabili Consar nello sviluppo di competenze orientate all’innovazione; infine, la valutazione della performance per l’innovazione, fase conclusiva del progetto, che ha introdotto un sistema scientifico di misurazione delle performance di innovazione basato sul coinvolgimento dell’intera comunità professionale e fondato su criteri equi, trasparenti e oggettivi.
Grazie a questo progetto, Consar ha delineato un modello che riconosce e valorizza su basi scientifiche la propria comunità professionale, un esempio replicabile anche per le PMI del nostro territorio che affrontano le sfide della complessità contemporanea, lanciando un segnale forte: l’innovazione non è solo tecnologia, ma cultura, metodo e capacità di mettere la persona al centro per il successo aziendale.
Ha preso la parola il Presidente di Consar, Nakia Gardini: “Ridisegnare l’organizzazione e misurare la performance non significa solo ottimizzare i processi, ma costruire un ambiente fondato su trasparenza e merito – ha affermato –. Il percorso ha visto un grande impegno da parte dell’intera comunità lavorativa che ha trovato un’occasione per costruire una prospettiva sul futuro e una crescita responsabile, affinché ogni socio e collaboratore si senta parte attiva di uno sviluppo solido, equo e condiviso. Ringrazio CNA Ravenna e l’Università di Firenze, che ci hanno accompagnato in questo percorso con competenza e concretezza, trasformando metodi e strumenti scientifici in risultati per la nostra organizzazione”.
Marco Zuffi, Direttore Amministrativo Finanziario di Consar, ha sottolineato la portata concreta dell’iniziativa: “Coinvolgere tutta la comunità professionale ci ha permesso di allineare gli obiettivi di business e la crescita delle persone. La tecnologia corre, ma sono le persone formate e motivate a raggiungere i risultati aziendali a fare la differenza sul mercato. Quello che abbiamo intrapreso è un percorso pensato per dare alle figure manageriali le competenze necessarie a gestire al meglio il proprio lavoro e a esercitare pienamente le proprie responsabilità. In un’epoca sempre più tecnologica, diamo prova di investire fortemente nelle risorse umane, per creare valore per tutti, comprese le imprese consorziate”.
È intervenuto, in seguito, il Professor Carlo Odoardi che si è addentrato nei dettagli del progetto: “Il modello di ricerca-intervento applicato all’innovazione organizzativa permette di superare modelli rigidi, spesso non più adeguati, per affrontare la complessità. In Consar abbiamo mappato e misurato le competenze, formato alla leadership per l’innovazione e definito, attraverso strumenti specifici, metriche oggettive per misurare la performance orientata all’innovazione. In questo modo le persone riconoscono il valore del proprio contributo, sviluppano comportamenti professionali innovativi e imprenditivi e rafforzano il senso di appartenenza, concorrendo al successo dell’azienda. Il progetto ha prodotto risultati concreti: un nuovo assetto organizzativo, definito e operativo; una leadership interna formata e allineata ai principi dell’innovazione; un sistema scientifico di valutazione delle performance; una maggiore cultura del coinvolgimento e della valorizzazione delle persone; una maggiore chiarezza nei processi e nelle responsabilità”.
Ha concluso gli interventi il Direttore Generale di CNA Ravenna, Massimo Mazzavillani: “Seguiamo con favore l’evoluzione di Consar, realtà centrale per il tessuto economico del nostro territorio. Investire sulla leadership manageriale e su modelli organizzativi scientifici è la risposta più efficace alla complessità attuale. Questo progetto è frutto di una collaborazione di CNA Ravenna con l’Università di Firenze che dura da quindici anni. Avviare percorsi come questo è possibile per molti, ma la parte più difficile è portarli a termine: Consar ci è riuscito grazie alla partecipazione di tutta la sua comunità. Il progetto dimostra che è possibile, e in questi tempi ancor di più utile, cambiare radicalmente l’approccio al mercato e creare condizioni migliori per i soci. Per questo ‘Innovare per crescere in Consar’ è un modello utile e replicabile anche per tutte le PMI”.
Sono intervenuti, infine, alcuni dei partecipanti al percorso che ne hanno sottolineato il valore e l’importante risultato raggiunto. “È stato un percorso lungo e impegnativo, ma molto coinvolgente, con un rapporto costruttivo di scambio e quanto mai opportuno in questo momento storico. Analizzare il punto di partenza ci ha permesso di individuare le criticità e i punti deboli di Consar. È stata un’occasione di condivisione che ha creato un gruppo davvero partecipe e un forte legame con il lavoro, importante per dare stabilità e continuità”.




