Atlante: l’evoluzione del food internazionale tra efficienza, sostenibilità, consulenza su misura e visione globale
Atlante è una società italiana specializzata nello sviluppo, sourcing e distribuzione internazionale di prodotti alimentari che da oltre trent’anni opera come partner strategico tra produttori e retailer, costruendo filiere efficienti e progetti tailor-made per i mercati internazionali, guidata dal fondatore, CEO e azionista di maggioranza Natasha Linhart, che abbiamo intervistato.
Quali sono i caratteri distintivi della strategia di Atlante?
«La nostra filosofia parte dall’idea che la concorrenza sia essenziale per prezzi equi e qualità crescente, ma non sufficiente a creare vero valore. Per questo ci proponiamo come un one stop shop capace di offrire un assortimento ampio, un’unica logistica più efficiente e sostenibile, e un know how internazionale al servizio dei buyer. Ci distingue la flessibilità: in un mercato dove le rotte cambiano rapidamente, saper reindirizzare approvvigionamenti e soluzioni è diventato cruciale. Il nostro modello non si limita alla distribuzione: partiamo dalle esigenze del cliente e cerchiamo nel mondo le alternative migliori, combinando qualità e consulenza personalizzata, costruita su misura per ogni realtà».
Quali sono i vostri principali mercati e che in che modo operate?
«Il mercato principale è l’Italia, che genera circa il 60% del fatturato e dove l’azienda distribuisce soprattutto prodotti d’importazione in categorie molto diverse: lattiero caseario, dolciario, birre e bevande, commodities e articoli di tendenza come quelli del mercato etnico. All’estero, invece, la strategia punta sulla valorizzazione del made in Italy, dai prodotti base (pasta, pomodoro, olio d’oliva) a referenze più complesse come aceto balsamico, pesti e formaggi. La presenza internazionale è consolidata in Regno Unito, Svizzera, Giappone, Corea, Canada, Germania e Francia. L’offerta combina marchi affermati e prodotti in private label sviluppati per i clienti, un modello che permette di rispondere a esigenze diverse e presidiare segmenti eterogenei con un approccio flessibile e su misura».

In cosa vi considerate innovativi nel vostro settore?
«Nel settore alimentare l’innovazione è saper intercettare i trend globali e trasformarli in proposte concrete per i clienti: può esprimersi attraverso un packaging o un formato diverso, attraverso una ricettazione più vicina al gusto locale o addirittura lo sviluppo di una nuova categoria di prodotti. Un esempio è la categoria del plant based che fino a pochi anni fa non esisteva. Un lavoro che nasce dall’ascolto dei mercati in cui operiamo e dall’analisi dei dati forniti da osservatori internazionali. Un metodo che consente di costruire offerte mirate e, soprattutto, di giocare d’anticipo: riconoscere un trend prima degli altri significa conquistare un vantaggio competitivo decisivo. La scelta di non trattare carne e pesce ha permesso all’azienda di diventare pioniera nel plant based e nelle alternative ai prodotti tradizionali. Un esempio è la ricerca globale di sostituti del latte vaccino, nata dall’aumento delle intolleranze al lattosio. Lo stesso approccio guida l’adattamento ai gusti locali: lo yogurt greco, arrivato in Italia nella versione neutra, è stato reinterpretato insieme ai produttori di derivati della frutta per avvicinarlo alle preferenze dei consumatori italiani. A completare il quadro c’è un monitoraggio costante dei prezzi delle materie prime, che parte dall’andamento dei raccolti e permette di suggerire ai clienti le strategie di approvvigionamento più efficaci. Un servizio che va oltre la semplice fornitura di prodotti e si traduce in una consulenza continua e altamente specializzata».
ESG: come li interpretate in azienda?

«L’azienda ha scelto di non trattare prodotti a base di carne e pesce, una decisione guidata sia dall’impatto ambientale degli allevamenti intensivi sia da una sensibilità etica verso il mondo animale. La stessa attenzione orienta la logistica: in Europa si privilegia
il trasporto su rotaia e, per le rotte extraeuropee, la nave, la soluzione a minore impatto ambientale. Sul fronte della sicurezza alimentare, l’azienda dispone di un team tecnico di dodici professionisti dedicati alla legalità, alla qualità e alla salubrità dei prodotti. Le certificazioni BRC e IFS, ottenute e riconfermate ogni anno con audit non annunciati, attestano uno standard riconosciuto nella GDO internazionale e rappresentano un valore aggiunto apprezzato in tutti i mercati in cui opera.
Al centro della governance ci sono anche le persone. Oltre alla formazione tradizionale, l’azienda organizza gli Away Days, giornate di attività esterne non necessariamente focalizzate sul business pensate per rafforzare la coesione interna. Sono previsti percorsi di crescita personalizzati e programmi dedicati al rientro dalla maternità. Parallelamente si investe sia nell’inserimento dei giovani, per trasmettere i valori etici dell’azienda, sia nella valorizzazione dell’esperienza dei collaboratori a fine carriera, considerata una risorsa preziosa.
Questa attenzione al capitale umano si riflette anche nella cura per l’origine dei prodotti e nelle condizioni di lavoro lungo l’intera filiera, confermando la volontà di coniugare sostenibilità, responsabilità e qualità in ogni fase dell’attività. L’azienda promuove i propri valori e le proprie linee di prodotto attraverso fiere di settore, canali digitali – dai siti web ai social – e iniziative di corporate marketing. Un ruolo centrale è affidato agli eventi dedicati a fornitori, clienti e stakeholder: appuntamenti pensati come veri e propri “contenitori di idee”, spazi di confronto in cui discutere temi condivisi e favorire la circolazione di proposte e visioni utili a tutta la filiera».




