Bollettino sulle previsioni occupazionali in Romagna

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Occupazione: bollettini trimestre maggio-luglio 2026. Focus competenze, formazione continua e tirocini

La Camera di commercio della Romagna diffonde le previsioni occupazionali per il trimestre maggio-luglio 2026: sono 42.400 gli ingressi programmati dalle imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini, ancora elevati. Il 5 maggio si è tenuto con molta partecipazione e interesse il convegno sulle competenze, traslazione dei processi di formazione continua e permanente.

Dalle analisi occupazionali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna, gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, per il trimestre maggio-luglio 2026 sono 42.400.

Gli ingressi previsti nel mese di aprile sono complessivamente 13.810 in forte crescita, di cui 8.300 a Rimini e 5.510 a Forlì-Cesena. Il dato rappresenta un ulteriore balzo in avanti il 28,6% del dato regionale, corrispondente a sua volta all’8.9% degli ingressi previsti in Italia (544.000), incidenza pressoché costante. Le previsioni occupazionali provinciali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna sono elaborate dalle analisi di Excelsior Informa, il Bollettino mensile con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi, realizzato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle Camere di commercio italiane.

In provincia di Forlì-Cesena, gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) per il trimestre maggio-luglio 2026, sono 16.520.

Per il mese di maggio le entrate previste sono 5.510 (4.580 in maggio) in espansione e i 5 principali settori di attività, in valore assoluto, risultano i Servizi di alloggio/ristorazione/turismo 1.840, il Commercio con 810 ingressi previsti, i Servizi alle persone con 610, le Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco con 250 e le Costruzioni con 250.

Le entrate previste si concentrano per il 70% nel settore servizi, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone e nel 64% dei casi, in imprese con meno di 50 dipendenti (micro e piccole).

Preponderante l’impiego dei contratti a tempo determinato, costanti in misura pari all’83%.

Una quota pari al 28% delle assunzioni previste riguarderà giovani con meno di 30 anni, mentre il 37% delle imprese prevede di assumere personale immigrato.

Nel 53% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore, ma in 42 casi su 100 si prevedono difficoltà a trovare i profili desiderati da parte delle imprese.

In provincia di Rimini gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) per il trimestre maggio-luglio 2026, sono ben 25.880 (26.570 ad aprile e 15.390 in marzo).

Per il mese di maggio le entrate previste sono 8.300 (6.810 ad aprile e 3.720 a marzo) e i 5 principali settori di attività, in valore assoluto, risultano ancora i Servizi di alloggio/ristorazione/turismo, con ben 4.920 ingressi previsti, Servizi alle persone con 1.000, (quasi raddoppiati in 1 mese) il Commercio con 640, i Servizi operativi a supporto delle imprese e delle persone con 620 (anche questi in forte crescita) e le Costruzioni con 260.

Le entrate previste si concentrano per il 91% nel settore servizi, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone e nell’82% dei casi in imprese con meno di 50 dipendenti, micro e piccole.

Preponderante l’impiego dei contratti a tempo determinato, costanti in misura pari all’86%.

Una quota pari al 23% delle assunzioni previste riguarderà giovani con meno di 30 anni, mentre il 32% delle imprese prevede di assumere personale immigrato.

Nel 60% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore; in 31 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.

Nel 53% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore, ma in 42 casi su 100 si prevedono difficoltà a trovare i profili desiderati da parte delle imprese.

Focus competenze, formazione continua e tirocini

Il convegno ‘Il futuro del lavoro tra upskilling e reskilling: l’impatto dell’innovazione tecnologica sulle competenze per rigenerare valore’, organizzato dalla Camera di commercio della Romagna a Rimini il 5 maggio 2026, ha approfondito i temi della formazione e dell’aggiornamento delle competenze, in un mercato del lavoro in continuo mutamento e con l’introduzione dell’AI. I materiali sono ora pubblicati e consultabili nel sito www.romagna.camcom.it.

Nella prima parte degli interventi si è parlato del lavoro secondo i giovani – risorsa scarsa-, pregno di senso e per il benessere olistico, di diversity, del right to disconnect, di ampliamento e urgenza di soft skills, di volatilità e agilità (di pensiero, relazioni, cambiamento, risultato, del sé), di potenziale e pensiero critico, capacità di far domande, crossboarding e Piano Mattei, della cultura dell’innovazione HR, Bani world, Skill evolution, talent shortage, people expectation, modelli organizzativi in particolare dei miglioramenti ottenuti nelle imprese skill-based, che le competenze passano, ma le persone restano nonché dell’importanza di un buon rapporto col ‘capo’, del bilanciamento tra tecnologia e umanesimo. Durante la tavola rotonda le imprese Maggioli ed SCM con l’Università di Bologna hanno portato con passione le proprie esperienze raccontando i cambiamenti in atto in tema di formazione e di invasività dell’IA, sia nelle aziende di grandi dimensioni che come osservatorio sulle piccole imprese e turistiche; si è trattato di reverse mentoring, di ‘perennials’, di rapporti tra imprese, ricerca e istituzioni e anche di orgoglio europeo.

Dai dati Excelsior della pubblicazione ‘Formazione continua e tirocini’ emergono diversi temi.

L’interesse dell’imprese per l’impegno formativo nei confronti del proprio personale e l’emergere di nuove sfide strutturali per il mercato del lavoro italiano, la spinta ad intensificare gli investimenti in formazione con due finalità principali: attrarre e trattenere i talenti e qualificare il personale interno, sempre più difficile da sostituire nel mercato del lavoro;

I dipendenti formati sono 3,68 milioni nel 2024, con un’incidenza del 24,5% sul totale degli occupati al netto dei lavoratori autonomi, in crescita rispetto al 24,2% del 2023. Le imprese che hanno organizzato corsi strutturati passano al 30,2% delle imprese, valore record dell’ultimo decennio; la logica formativa è ancora orientata all’adattamento più che all’anticipazione dei bisogni professionali;

L’edizione 2025 del Fondo nuove competenze, avviata nel 2024, ha disposto di 730 milioni di euro destinati all’aggiornamento e alla riqualificazione in ottica di transizione digitale ed ecologica. I percorsi si sono occupati di cybersecurity, cloud computing, big data, intelligenza artificiale, economia circolare, efficientamento energetico e professioni green, consolidando il legame tra formazione e innovazione. È attesa per il 2026 la quarta edizione del Fondo;

L’autofinanziamento rimane la modalità prevalente (79,5% delle imprese nel 2025), mentre i Fondi interprofessionali rappresentano la seconda fonte (15,2%). I Fondi strutturali FSE/FESR restano marginali (5,4%). Tra le imprese che si autofinanziano, il 48,3% dichiara di non conoscere l’esistenza dei fondi pubblici, il 21,4% segnala difficoltà organizzative, il 20% amministrative e il 16% giudica sfavorevole il rapporto costo/beneficio. La criticità principale risiede dunque nella scarsa conoscenza e accessibilità degli strumenti pubblici;

Lo strumento tirocini formativi e di orientamento mantiene un ruolo ambivalente, oscillando tra finalità formative e di politica attiva. Nel 2024 il numero di tirocini attivati si è attestato a un numero contenuto di 599.270 (sono più di 24 milioni gli occupati); i tirocini curriculari restano prevalenti (431.880 partecipanti, pari al 72,1% del totale), mentre gli extracurriculari si fermano a 167.400 (27,9%). La distinzione tra i due strumenti è cruciale, anche in relazione alla proposta di Direttiva europea sui tirocini volta a prevenire i rapporti di lavoro camuffati e a migliorare le tutele per i tirocinanti;

Persiste una polarizzazione dimensionale: la propensione formativa rimane fortemente correlata alla dimensione aziendale. Le grandi imprese (oltre 500 dipendenti) presentano un livello di partecipazione formativa pari all’82,5%, seguite dalle medie (79,2%); le microimprese si fermano al 46,0%, confermando il ritardo strutturale delle realtà minori;

Nonostante la crescita costante degli ultimi anni, rimangono divari pre-crisi, infatti, la quota di imprese che realizzano corsi (30,2%) resta inferiore ai livelli pre-crisi (35,0% nel 2011). L’Italia non ha ancora recuperato pienamente i valori di riferimento del periodo 2009-2011; per il 2025 il 41,2% delle imprese prevedeva percorsi dedicati alla digitalizzazione e il 30,7% alla transizione green; è necessario rafforzare la formazione proattiva sulla doppia transizione;

L’impegno formativo si rafforza così come una maggiore attenzione alle competenze legate all’innovazione, ma anche la persistenza di disparità strutturali dovute alle dimensioni aziendali e a un approccio prevalentemente reattivo. La modernizzazione del sistema formativo e un maggiore utilizzo integrato dei fondi pubblici restano condizioni essenziali per affrontare la crisi da offerta di lavoro e per sostenere la competitività del tessuto produttivo italiano;

Il diritto soggettivo alla formazione per i lavoratori che partecipano alla governance e all’organizzazione aziendale (ex legge 15 maggio 2025 n. 76) auspica la sperimentazione di piani nazionali mirati, progettati in coordinamento con le regioni, utili ad affrontare le sfide dell’attualità e altresì, un maggiore impegno delle parti sociali perché nei contratti collettivi nazionali di lavoro le competenze siano per tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore ove operano (portabilità del diritto alla formazione continua);

Tra gli interventi più efficaci rispetto al tessuto produttivo nazionale, l’affinamento della strategia didattica dell’affiancamento: in un tempo in cui i processi culturali, tecnologici ed organizzativi cambiano velocemente, e la maestria professionale non è più interamente acquisibile per tradizione, è necessario instaurare un dialogo-insegnamento tra le generazioni inteso come incontro di culture e sensibilità differenti che si aiutano a comprendere la realtà in continua trasformazione sapendo ricercare i nessi di senso e di valore del legame con il passato;

La crisi dell’offerta di lavoro che si osserva nel nostro Paese richiede un rilancio dei tirocini ai temi etici (inclusione, salute e sicurezza, valorizzazione delle competenze, tutela dell’ambiente, valorizzazione del legame con il territorio). Particolare attenzione, in questo senso, dovrà essere rivolta all’iter di approvazione della (proposta) Direttiva del Parlamento Europeo dedicata ai tirocini;

Per ulteriori informazioni: scrivere a@romagna.camcom.it oppure visitare la sezione dedicata del sito www.romagna.camcom.it dove sono disponibili ulteriori informazioni sulle numerose attività e sui progetti della Camera della Romagna che avvicinano il sistema scolastico-formativo al mondo delle imprese e del lavoro nel territorio.

Per approfondimenti ulteriori è possibile consultare il sito: http://excelsior.unioncamere.netnel quale sono disponibili dati e analisi riferiti ai livelli nazionale, regionali e provinciali, sui fabbisogni professionali delle imprese, nonché le numerose Pubblicazioni tematiche.

Nota metodologica: ExcelsiorInforma è realizzato da Unioncamere in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior. La riproduzione e/o diffusione parziale o totale delle tavole contenute è consentita esclusivamente con la citazione completa della fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior.

I dati presentati nei bollettini mensili con orizzonte trimestrale e nelle Pubblicazioni annuali derivano dall’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’indagine, inserita nel Programma Statistico Nazionale (UCC-00007) tra quelle che prevedono l’obbligo di risposta, dal 2017 è svolta con cadenza mensile. Le informazioni contenute nei bollettini qui elaborate sono state acquisite nel periodo 17 marzo-2aprile, utilizzando principalmente la tecnica di compilazione in modalità CAWI attraverso le interviste realizzate più di 114.900 imprese, campione rappresentativo delle imprese con dipendenti al 2024 dei diversi settori del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca) dell’industria e dei servizi. La proiezione mensile dei dati di indagine e il potenziamento dell’integrazione tra questi e i dati amministrativi attraverso un modello previsionale, permettono l’analisi delle principali caratteristiche delle entrate programmate nel mese di maggio 2026, secondo i profili professionali e i livelli di istruzione richiesti. I risultati dell’indagine sono disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale per i settori ottenuti dall’accorpamento di codici di attività economica della classificazione ATECO2007. La ripartizione delle entrate previste per “gruppo professionale” fa riferimento ad opportune aggregazioni dei codici della classificazione ISTAT CP2021.

 

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