L’agroalimentare dell’Emilia a TUTTOFOOD 2026

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L’agroalimentare dell’Emilia a TUTTOFOOD 2026: Parma, Piacenza e Reggio Emilia protagoniste sui mercati internazionali

Un comparto strategico che, tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, supera i 4,7 miliardi di euro di export nel 2025. Lattiero-caseario, carni lavorate, prodotti da forno, ortaggi trasformati e vini confermano il peso delle eccellenze emiliane nel mondo

L’agroalimentare dell’Emilia si presenta a TUTTOFOOD 2026 con numeri di primo piano e con un’identità produttiva fortemente riconoscibile sui mercati internazionali. Dall’11 al 14 maggio Milano ospita infatti uno dei più importanti palcoscenici strategici del settore, occasione nella quale le eccellenze di Parma, Piacenza e Reggio Emilia puntano a valorizzare qualità, unicità e capacità competitiva di territori che fanno dell’agroalimentare uno dei principali motori di sviluppo.

Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di commercio dell’Emilia aggiornati al 31 marzo, il sistema agroalimentare delle tre province conferma una presenza imprenditoriale significativa e una forte vocazione all’export. Nel complesso, Parma, Piacenza e Reggio Emilia contano 1.703 imprese attive nel comparto e hanno generato, nel 2025, oltre 4,7 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari.

A guidare il sistema è la provincia di Parma, dove il comparto agroalimentare conta 912 imprese attive, pari al 19,5% dell’intero settore manifatturiero provinciale e al 2,4% del totale delle imprese attive complessive. La concentrazione più rilevante si registra nelle norcinerie, che comprendono produzione di salumi, insaccati e carni essiccate o cotte, con 314 aziende attive e un’incidenza del 34,4% sul totale del comparto. Seguono il lattiero-caseario, con 201 unità e un peso del 22,0%, e la produzione di pane e prodotti di pasticceria freschi, con 147 imprese attive, pari al 16,1%.

È però nell’export che emerge con maggiore evidenza il peso economico dell’agroalimentare parmense. Nel 2025 le esportazioni di settore hanno raggiunto i 3,084 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente e un’incidenza del 30,6% sul totale delle esportazioni provinciali. La quota principale è rappresentata dalle carni lavorate e conservate e dai prodotti a base di carne, che hanno chiuso l’anno con un valore di 601 milioni di euro, pari al 19,5% dell’export agroalimentare provinciale, e una crescita dell’8,3%. Rilevante anche il contributo dei prodotti da forno e farinacei, con 568 milioni di euro e il 18,4% del totale, pur in calo di oltre il 6,0%, e della frutta e degli ortaggi lavorati e conservati, che raggiungono i 528 milioni di euro, pari al 17,1%, con un incremento del 7,3%. Il maggiore aumento percentuale riguarda tuttavia i prodotti lattiero-caseari, cresciuti del 9,8% fino a superare i 511 milioni di euro.

Anche Piacenza arriva a TUTTOFOOD 2026 con un comparto solido e in crescita. La provincia conta 274 imprese agroalimentari attive, pari all’11,9% dell’intero settore manifatturiero provinciale. La maggiore concentrazione si riscontra nella produzione di pane e pasticceria fresca, con 90 imprese attive e un’incidenza del 32,8% sul totale. Seguono il comparto delle paste alimentari, con 40 unità produttive e un peso del 14,6%, e il settore lattiero-caseario, che conta 24 aziende attive, pari all’8,8% della base imprenditoriale di settore.

Le esportazioni agroalimentari piacentine hanno chiuso il 2025 raggiungendo i 723 milioni di euro, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Il comparto rappresenta così il 10,9% del valore totale dei flussi di merci provinciali verso i mercati internazionali. A trainare l’export sono soprattutto i prodotti delle industrie lattiero-casearie, che con 396 milioni di euro generano il 54,7% del valore totale dell’export agroalimentare piacentino e registrano una crescita particolarmente significativa, pari al 20,5%. Seguono la frutta e gli ortaggi lavorati e conservati, con 133 milioni di euro e un’incidenza del 18,4%, le carni lavorate e conservate, con 70 milioni e il 9,7%, e i prodotti da forno e farinacei, con 22 milioni di euro e il 3,0% del totale.

Reggio Emilia completa il quadro delle eccellenze agroalimentari emiliane presenti a TUTTOFOOD 2026, arricchita anche dal recente riconoscimento dell’erbazzone reggiano IGP. Il comparto provinciale conta 517 imprese attive, pari al 9,0% dell’intero settore manifatturiero locale. La maggiore concentrazione riguarda la produzione di pane e prodotti di pasticceria freschi, con 188 unità e un’incidenza del 36,4%. Seguono il lattiero-caseario, con 63 imprese e un peso del 12,2%, e i pastifici alimentari, con 47 attività pari al 9,1%.

Sul fronte delle esportazioni, l’agroalimentare reggiano ha chiuso il 2025 con un valore di 897 milioni di euro, in crescita del 5,7% sull’anno precedente e con un’incidenza del 6,8% sul totale dei flussi provinciali verso l’estero. La quota principale è detenuta dal lattiero-caseario, che raggiunge i 284 milioni di euro, pari al 31,7% dell’export agroalimentare provinciale, con un incremento del 19,6% rispetto al 2024. I vini e le bevande, pur registrando un calo del 12,5%, mantengono un peso significativo, con 146 milioni di euro e un’incidenza del 16,3%. Seguono i mangimi, con 109 milioni e il 12,1%, e i prodotti da forno e farinacei, con 91 milioni e il 10,2%.

A completare il profilo competitivo dei tre territori è la geografia delle esportazioni, che conferma la forza dell’agroalimentare emiliano sia in Europa sia sui mercati extraeuropei. Per Parma il primo partner commerciale è la Francia, con 556 milioni di euro e un’incidenza del 18,0% sul totale, seguita da Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Paesi Bassi. Per Piacenza il principale mercato di destinazione è la Germania, con 143 milioni di euro e il 19,7% del totale, seguita a brevissima distanza dalla Francia, quindi da Regno Unito, Spagna e Belgio. Reggio Emilia guarda invece prioritariamente agli Stati Uniti, primo mercato con 150 milioni di euro e il 16,7% dell’export agroalimentare provinciale, seguiti da Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

Il quadro che emerge da TUTTOFOOD 2026 è dunque quello di un sistema agroalimentare emiliano articolato, specializzato e fortemente proiettato sui mercati internazionali. Parma, Piacenza e Reggio Emilia esprimono vocazioni produttive differenti ma complementari: dalla forza delle filiere lattiero-casearie alla tradizione delle carni lavorate, dai prodotti da forno agli ortaggi trasformati, fino al vino e alle nuove valorizzazioni territoriali. Un patrimonio produttivo che continua a rappresentare non solo un biglietto da visita del made in Italy, ma anche una leva strategica per la crescita economica dei territori.

 
 
 

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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