A Palazzo Magnani, UniCredit, Roncucci&Partners e IUXTEAM hanno approfondito le prospettive del mercato americano. Al centro del confronto l’analisi dei dati per individuare lo Stato più adatto alla propria strategia di espansione negli Stati Uniti, gli strumenti finanziari e gli aspetti legali di un progetto di crescita.
Gli Stati Uniti continuano a offrire prospettive di crescita alle imprese italiane, a condizione di affrontare il mercato con preparazione, competenze adeguate e una visione di lungo periodo. È il quadro emerso dall’incontro “Fare business oggi negli Stati Uniti – Strategie, strumenti e relazioni per una nuova crescita delle aziende italiane”, promosso da UniCredit, Roncucci&Partners e IUXTEAM il 20 ottobre a Palazzo Magnani, storica sede di UniCredit a Bologna.
Nel corso dell’incontro è emerso come le dimensioni del mercato americano, la capacità di investimento e il dinamismo del sistema economico continuino a renderlo una destinazione di particolare interesse per le imprese italiane. Allo stesso tempo, l’evoluzione delle condizioni commerciali e la crescente complessità competitiva rendono necessario costruire progetti di internazionalizzazione più strutturati.
Ad aprire i lavori sono stati Riccardo Del Bianco, Responsabile Corporate Business Region Centro Nord di UniCredit; Mario Fuzzi, Socio Fondatore di IUXTEAM; e Giovanni Roncucci, Presidente di Roncucci&Partners.
Aaron Pugliesi, Head of Advocacy, Strategy Implementation & Regional Network di AmCham Italy, ha approfondito l’evoluzione del contesto economico e commerciale statunitense, soffermandosi sugli effetti dei dazi e sulle diverse ricadute per settori e imprese. Il suo intervento ha evidenziato come il mercato americano continui ad essere fondamentale per il Made in Italy, pur richiedendo una maggiore capacità di adattamento. Misurarsi con un mercato avanzato e fortemente competitivo può inoltre contribuire alla crescita delle imprese sul piano delle competenze, dell’organizzazione e della capacità di operare a livello internazionale.
La tavola rotonda, moderata da Giovanni Roncucci e Mario Fuzzi, ha sviluppato un percorso che dalla conoscenza del mercato ha portato agli strumenti finanziari e alla corretta impostazione legale del progetto.
In apertura, Giovanni Roncucci ha richiamato l’importanza di leggere gli Stati Uniti come un insieme di mercati differenti e di basare le decisioni su dati coerenti con il prodotto e il settore. Nel 2025 gli USA hanno assorbito 69,6 miliardi di euro di export italiano, circa 11 euro ogni 100 esportati dall’Italia. Il mercato conta inoltre 341,8 milioni di abitanti e una spesa media per consumi pari a 61.062 dollari annui per abitante. Anche all’interno delle principali destinazioni dell’export italiano emergono differenze significative: sei dei primi dieci Stati registrano una spesa pro capite superiore alla media nazionale, mentre altri presentano grandi volumi di importazioni ma livelli di consumo differenti. La lettura congiunta di questi indicatori permette quindi di valutare il potenziale dei territori in funzione dello specifico prodotto, superando una visione degli Stati Uniti come mercato omogeneo.
Su questa base, Stella Occhialini, Board Member di Roncucci&Partners, ha approfondito come trasformare i dati in una strategia di ingresso, attraverso l’analisi della domanda e della concorrenza, la valutazione dei canali distributivi e la definizione del posizionamento. I casi presentati nei settori alimentare, calzaturiero e meccanico hanno mostrato come priorità geografiche e modalità di accesso possano cambiare sensibilmente in funzione del prodotto e degli obiettivi dell’impresa. L’analisi permette quindi di capire in quale Stato esistono, per un prodotto specifico, le condizioni migliori per sostenere un investimento commerciale.
Dalla scelta del mercato, il confronto è passato alle risorse necessarie per sostenere concretamente il progetto. Federica Ingrosso, Senior Specialist Relazioni Esterne di SIMEST, ha illustrato gli strumenti disponibili per accompagnare la crescita internazionale delle imprese, dai finanziamenti agevolati agli investimenti partecipativi fino al supporto al credito all’esportazione. L’intervento ha evidenziato come il sostegno possa riguardare sia lo sviluppo commerciale sia investimenti più strutturati sul territorio statunitense.
Gli aspetti societari, fiscali e contrattuali sono stati approfonditi da Mario Fuzzi per IUXTEAM, nel confronto con Nicola Fiordalisi, Avvocato dello studio Smith Gambrell Russell. Gli interventi hanno affrontato la scelta della struttura societaria, la gestione delle responsabilità e l’impostazione dei rapporti tra l’impresa italiana e la struttura americana, richiamando l’attenzione sulle differenze tra disciplina federale e normative dei singoli Stati.
Alessandro Paoli, Head of UniCredit International Center, ha poi illustrato il ruolo della rete internazionale della banca nell’accompagnare le imprese nelle diverse fasi di espansione. Dal suo intervento è emersa un’evoluzione del rapporto con il mercato statunitense: dalla sola esportazione verso forme più integrate di presenza commerciale e, nei progetti più strutturati, di investimento diretto. Un percorso che richiede una prospettiva industriale di medio e lungo periodo e un supporto coerente con il livello di presenza dell’impresa sul mercato.
Federico Bevini, Commercial Specialist del Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano, ha infine presentato SelectUSA e gli strumenti messi a disposizione delle aziende interessate a investire negli Stati Uniti. Le risorse illustrate consentono di approfondire le caratteristiche dei diversi territori, dagli incentivi alla disponibilità di forza lavoro, e di entrare in contatto con gli interlocutori istituzionali competenti.
L’incontro si è concluso con le domande dei partecipanti e un momento di networking tra imprese, professionisti e relatori.




