Mercati agroalimentari e prezzi all’ingrosso in Emilia

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Le ultime rilevazioni delle Camere di commercio dell’Emilia confermano un quadro di equilibrio nei mercati all’ingrosso regionali. Tengono Parmigiano Reggiano e Grana Padano, crescono mais e frumento, mentre rallentano soia, crusca e zangolato

I mercati all’ingrosso dell’Emilia continuano a muoversi in uno scenario di sostanziale stabilità, con oscillazioni contenute e dinamiche differenziate tra comparti agricoli e lattiero-caseari. Le ultime sedute delle Commissioni tecniche delle Camere di commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia delineano infatti un quadro prudente, caratterizzato da scambi generalmente calmi e da variazioni limitate a specifiche categorie merceologiche.

A sostenere i listini regionali sono soprattutto i cereali e le produzioni casearie di qualità, mentre persistono segnali di debolezza su alcuni sottoprodotti e materie prime agricole. Nel complesso, emerge la fotografia di un sistema agroalimentare che continua a mostrare resilienza nonostante le pressioni derivanti dall’andamento internazionale delle commodity e dai costi produttivi.

A Piacenza, la seduta del 26 marzo 2026 aveva evidenziato segnali moderatamente positivi nel comparto cerealicolo. Il frumento tenero nazionale 2025 è salito fino a 227 euro alla tonnellata, mentre il granoturco nazionale comune ibrido ha raggiunto quota 232 euro. In flessione invece la soia, che ha perso fino a 15 euro alla tonnellata, confermando una fase di debolezza del comparto.

Nel lattiero-caseario piacentino il Grana Padano ha mantenuto quotazioni stabili, mentre il burro — sia d’affioramento sia zangolato di creme fresche — ha registrato un incremento di 5 centesimi al chilogrammo, raggiungendo i 2,60 euro.

Anche Parma conferma una fase di sostanziale tenuta. La seduta del 29 aprile si è caratterizzata per scambi definiti “calmi” dagli operatori, con listini stabili nei comparti dei foraggi e dei salumi. Più dinamico invece il mercato del Parmigiano Reggiano, che continua a mostrare una buona vivacità nelle transazioni pur senza variazioni di prezzo. La stagionatura 36 mesi e oltre mantiene infatti una quotazione massima di 18,85 euro al chilogrammo.

Nel settore delle granaglie parmensi si registrano alcuni movimenti selettivi: il granoturco sano, secco e mercantile cresce del 2,21%, raggiungendo i 231 euro alla tonnellata, mentre l’orzo nazionale registra una lieve contrazione. Continua inoltre il calo della crusca di frumento tenero, che perde 2 euro alla tonnellata.

A Reggio Emilia, dove le Commissioni tecniche si sono riunite il 28 aprile presso la sala contrattazioni della Camera di commercio dell’Emilia, il quadro generale resta anch’esso improntato alla stabilità. Dopo diverse settimane di rialzi, il Parmigiano Reggiano interrompe la fase espansiva e torna stazionario in tutte le stagionature. La tipologia 30 mesi e oltre si conferma così a 18,60 euro al chilogrammo, segnalando una fase di consolidamento del mercato.

Più debole invece il comparto dello zangolato di creme fresche per burrificazione, che registra una flessione del 5,95%, pari a 10 centesimi al chilogrammo, scendendo a quota 1,58 euro. Un andamento analogo era già stato rilevato anche sulla piazza parmense, a conferma di una dinamica comune a livello territoriale.

Nel settore cerealicolo reggiano cresce il mais nazionale ibrido comune, che aumenta di 4 euro alla tonnellata raggiungendo i 228 euro. Di segno opposto invece l’andamento del riso e del risone Baldo, che registrano ribassi rispettivamente di 20 e 60 euro alla tonnellata, con cali superiori al 5% nel caso del risone. Prosegue inoltre la fase negativa per crusca e farinaccio, che continuano a subire ulteriori riduzioni di prezzo in un contesto di scambi deboli.

Stazionario infine il mercato dei bovini, della paglia e dei foraggi, che chiude la rilevazione senza variazioni significative.

Nel complesso, le principali piazze emiliane restituiscono l’immagine di un mercato agroalimentare solido ma prudente, dove i prodotti simbolo del territorio — dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano — mantengono quotazioni elevate e stabili, mentre i comparti agricoli continuano a risentire delle dinamiche internazionali delle materie prime. Un equilibrio che, almeno per il momento, sembra contenere le oscillazioni più marcate e favorire una graduale normalizzazione dei listini.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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