Settore industriale in Emilia-Romagna: +0,4% nel primo trimestre 2026: tra gennaio e marzo il volume della produzione delle piccole e medie imprese manifatturiere regionali è aumentato del +0,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente
Il fatturato complessivo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma quello estero ha segnato -1,1%. Gli ordini esteri sono scesi del -0,3%.
Il Registro delle Imprese ha rilevato un saldo negativo di -234 unità (-0,5%), portando il totale delle imprese attive nell’industria regionale a quota 43.759, pari al 10,2% del totale delle registrate. I flussi di chiusura più pesanti hanno interessato il sistema moda (-74 unità) e la metallurgia (-62 unità).
È quanto risulta dalla congiuntura dell’industria di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.
L’andamento nell’industria
Il deciso rimbalzo fatto segnare nell’ultimo trimestre del 2025, che ha posto fine a una fase di recessione durata due anni e mezzo, ha avuto solo una parziale conferma tra gennaio e marzo di quest’anno, quando il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è aumentato del +0,4% rispetto all’inverno del 2025.
Il fatturato complessivo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma il fatturato estero ha invertito la rotta segnando -1,1%. Andamento confermato anche dal processo di acquisizione degli ordini esteri, scesi del -0,3%.
Segnali positivi sul fronte della capacità produttiva: le imprese hanno registrato un incremento del grado di utilizzo degli impianti, salito al 75,2% (rispetto al 72,8% dello scorso anno), ed un aumento del periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini, pari a 12,5 settimane.
La timida espansione trimestrale non ha interessato tutti i comparti in modo omogeneo, evidenziando forti asimmetrie:
- Metallurgia e lavorazioni metalliche: ha incrementato la produzione del +1,3%. Si conferma il vero motore trainante della manifattura regionale, nonostante un fatturato piatto ed ordini futuri in lieve flessione (-0,2%).
- Alimentare: segna un incremento nella produzione del +0.5%, confermandosi settore anticiclico, anche se rallenta il passo. Il fatturato cresce del +1,5%, sostenuto dall’export a +1,3%, ma le prospettive sugli ordini futuri si sono indebolite (+0,4%);
- Meccanica, elettronica e mezzi di trasporto: dopo il forte recupero di fine anno, l’attività si è quasi arrestata con la produzione a +0,2%. Il fatturato flette del -0,7%, ma il comparto mostra segnali di resilienza negli ordini complessivi (+0,3%) ed esteri (+0,6%);
- Legno e mobile: continua una crisi che dura da oltre tre anni con la produzione a -0,8%, il fatturato complessivo che arretra del -1% e gli ordini a -2,1% che indeboliscono le previsioni a breve termine.
- Sistema moda: se il fatturato complessivo tiene (+0,4%), quello estero diminuisce del -2,5%, accompagnato dalla contrazione, -1,2%, della produzione e degli ordini totali.
La dimensione aziendale e la demografia delle imprese
L’indagine evidenzia quanto l’andamento congiunturale sia direttamente proporzionale alla dimensione aziendale. Le imprese medio-grandi aumentano la produzione del +0,9%, seguite dalle piccole imprese (+0,6%). In netta contrazione, le imprese minori, che registrano -1,9% sia nella produzione che nel fatturato.
Sul fronte demografico, prosegue il lungo processo di concentrazione della base imprenditoriale. Nel primo trimestre del 2026, il Registro delle Imprese ha rilevato un saldo negativo di -234 aziende (-0,5%), portando il totale delle imprese attive nell’industria regionale a quota 43.759 pari al 10,2% del totale delle registrate. I flussi di chiusura più pesanti hanno interessato il sistema moda (-74 unità) e la metallurgia (-62 unità).
Previsioni per il 2026
Nonostante le incertezze del primo trimestre, gli scenari macroeconomici elaborati da Prometeia (aggiornati a metà aprile) stimano per il 2026 una ripresa del commercio estero regionale. Questa dinamica dovrebbe permettere al valore aggiunto reale dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna di chiudere l’anno in territorio positivo a +0,3%, replicando il medesimo risultato del 2025.
A fine 2026 il valore aggiunto del settore dovrebbe risultare superiore di appena il 12,1% rispetto ai livelli del 2007 (picco precrisi finanziaria).




