Land in Bo: call per startup e PMI che sviluppano AI

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Land in Bo apre la seconda call per startup e PMI che sviluppano AI: candidature fino al 2 novembre. L’hub bolognese dell’innovazione seleziona nuove realtà da far crescere nella Data Valley

Land in Bo, l’hub dell’innovazione di Bologna, lancia la seconda Call for startups (in allegato), dedicata a startup e PMI innovative che sviluppano soluzioni di intelligenza artificiale e vogliono sperimentare, crescere e scalare a contatto con una delle infrastrutture di calcolo più avanzate d’Europa. Le candidature sono già aperte e si chiudono il 2 novembre 2026.

Promosso da Comune e Città metropolitana di Bologna insieme a BolognaFiere, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, sviluppato con IFAB – International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development, con il supporto tecnico di Fondazione Bologna Welcome e Mind the Bridge, Land in Bo è la porta d’accesso al Tecnopolo DAMA, alla Data Valley dell’Emilia-Romagna, al supercomputer Leonardo e all’AI Factory IT4LIA.

“Con la seconda call Land in Bo entra in una fase di consolidamento: dopo i primi Landers e la collaborazione con WMF, apriamo le porte a nuove startup e PMI che vogliano sviluppare le proprie soluzioni AI nel cuore della Data Valley – ha commentato Rosa Grimaldi, Delegata a Promozione economica e attrattività, Comune e Città metropolitana di Bologna – Vogliamo che Bologna sia un luogo in cui le imprese non solo arrivano, ma costruiscono relazioni durature con il territorio”.

“Con questa seconda call Land in Bo conferma una scelta precisa: fare della nostra Data Valley un luogo sempre più aperto alle migliori energie dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale e accompagnarle nella crescita. – ha aggiunto Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna – Abbiamo costruito in questi anni un ecosistema unico, nel quale infrastrutture di supercalcolo si incontrano con università, ricerca, imprese e competenze. Dobbiamo trasformare questa straordinaria dotazione tecnologica in nuove opportunità industriali e di mercato. Land in Bo va proprio in questa direzione: non solo portare talenti, startup e nuove imprese a Bologna, ma creare le condizioni perché possano crescere, incontrare il nostro tessuto produttivo e scegliere di investire e radicarsi qui”.

A chi si rivolge la call

La call è aperta a startup e PMI innovative che rientrino in almeno una di queste categorie: sviluppatori di soluzioni basate su Big Data, intelligenza artificiale e calcolo avanzato, e sviluppatori di tecnologie abilitanti, cioè le tecnologie che rendono possibili sviluppo e applicazione di tali soluzioni. Le imprese devono avere sede legale e operativa fuori dall’Emilia-Romagna, essere costituite in uno Stato membro dell’Unione Europea o in un Paese terzo associato a Horizon e rientrare nella definizione di PMI indipendente.
L’uso delle risorse HPC è possibile non è un requisito obbligatorio: i servizi dell’AI Factory, dalla preparazione dei dati alla compliance, dalla formazione al matchmaking, sono accessibili anche senza ore di calcolo su GPU.

Cosa offre Land in Bo

Le realtà selezionate diventano “Landers” e accedono a un percorso pensato per trasformare la presenza a Bologna in risultati di business attraverso:

  • supporto personalizzato per l’accesso all’HPC, con accompagnamento end-to-end ai bandi italiani ed europei che permettono di utilizzare Leonardo tramite IT4LIA AI Factory;
  • spazi dedicati al TEK District di BolognaFiere per soggiorni da 3 a 12 mesi, con sale riunioni, aree demo e spazi per eventi;
  • mentoring 1:1 su product-market fit, go-to-market, internazionalizzazione, fundraising e partnership con corporate e settore pubblico;
  • visibilità e networking attraverso eventi, demo session e canali di comunicazione di Land in Bo, con corporate, investitori, centri di ricerca e istituzioni;
  • soft landing sul territorio: supporto su fiscalità, procedure amministrative e incentivi locali, accesso a professionisti qualificati, introduzioni strategiche mirate e analisi del mercato e dell’ecosistema.

Come candidarsi

Le candidature vanno inviate entro il 2 novembre 2026 tramite il form online disponibile sul sito del programma. La partecipazione prevede l’attivazione di almeno una postazione negli spazi di Land in Bo: la presenza a Bologna non implica un numero minimo di giornate ma è una leva per lo sviluppo dell’impresa. Per questo ogni candidatura deve includere un landing plan: una sintesi di ciò che l’impresa intende realizzare a Bologna e di come userà spazi, servizi e relazioni offerti dal programma.

La valutazione considererà focus su AI e potenziale uso dell’HPC (25 punti), concretezza del landing plan e traction e risultati raggiunti (20 punti ciascuno), competenze del team (15 punti), modello di business e capacità comunicative, inclusa la padronanza dell’inglese (10 punti ciascuno).

Le realtà oggi presenti nell’hub 

Land in Bo si inserisce nello sviluppo della Città della Conoscenza e del TEK District, il più importante progetto di rigenerazione urbana sostenibile a Bologna dal dopoguerra, con l’obiettivo di attrarre e connettere talenti, capitali e tecnologie nei settori dell’intelligenza artificiale e dell’high-performance computing.

La community di Land in Bo conta oggi 7 startup, quattro delle quali selezionate attraverso la prima call, chiusa il 30 dicembre 2025, e tre arrivate grazie alla collaborazione con WMF – We Make Future, che offre alle finaliste della Startup Competition la possibilità di lavorare per sei mesi negli spazi dell’hub. 

Tra le startup selezionate con la prima call ci sono Neuron Soundware, startup deep-tech della Repubblica Ceca che utilizza AI e analisi del suono per la manutenzione predittiva industriale; Lendit, piattaforma italiana di intelligenza artificiale per la gestione del credito, l’elaborazione delle fatture e i piani di rimborso; Fifth Ingenium, italiana, che sviluppa una piattaforma AI per assistenza remota, controllo qualità, audit e formazione; e ADAPTA Studio, piattaforma italiana che permette alle aziende di creare esperienze 3D di alta qualità in modo efficiente. A queste si sono aggiunte Caelus, con sede a Roma, che sviluppa una suite software B2B potenziata dall’AI per ridurre costi, tempi e rischi regolatori lungo il ciclo di vita degli impianti nucleari; Ginga, tra Trento e Abano Terme, che utilizza Edge AI e un sensore inerziale per il performance tracking nel calcio, senza GPS né infrastrutture esterne; e ReQurv, con sede a Livorno, che sviluppa un ecosistema di servizi AI su infrastrutture HPC condivise, dall’AI privata e sicura fino agli Small Language Models verticali.

Accanto alle startup, Land in Bo ospita anche realtà che contribuiscono a costruire un ecosistema più ampio attorno all’innovazione, tra investitori e corporate. Tra queste Haystack Ventures, venture capital specializzato in deep tech industriale e tecnologie strategiche, con un focus su settori come semiconduttori, quantum, AI e futuro del computing; Doorway, società di Venture Capital che offre a investitori qualificati accesso a startup e PMI innovative attraverso un modello strutturato di selezione e investimento; Obloo Capital, investitore deep tech che accompagna aziende tecnologiche ad alto contenuto scientifico dalle prime fasi fino alla crescita e alle fasi più mature; e 360 Capital, venture capital europeo che investe in startup dalla fase pre-seed fino alla Series B, con un focus su deep tech, climate tech e soluzioni digitali. Completa NTT DATA, gruppo internazionale di servizi tecnologici e consulenza che sviluppa attività di open innovation in collaborazione con startup, università, acceleratori e partner tecnologici, e che a Land in Bo porta anche il punto di vista di una grande corporate internazionale.

Le nuove realtà selezionate saranno annunciate a dicembre.

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Immagine di La Redazione
La Redazione

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