Borsa del Turismo Industriale 2026: l’ottava edizione si è svolta alla Terrazza Bernardini dello Stadio Dall’Ara di Bologna
Entrare nei luoghi dove nascono prodotti conosciuti in tutto il mondo, scoprire il sapere che si tramanda tra generazioni, visitare fabbriche, musei d’impresa e distretti produttivi: il turismo industriale offre un modo originale di esplorare l’Italia, partendo da ciò che ne ha costruito l’identità economica e sociale.
È da questa capacità di trasformare il patrimonio produttivo in un’esperienza da conoscere e vivere che ha preso forma l’ottava edizione della Borsa del Turismo Industriale (BTI), organizzata da Confindustria Emilia Area Centro, che si è tenuta mercoledì 30 settembre alla Terrazza Bernardini dello Stadio Renato Dall’Ara, nel cuore di Bologna. Un appuntamento nato per mettere in contatto il mondo dell’impresa e quello del turismo e creare nuove opportunità attorno a un patrimonio italiano ancora in parte da scoprire.
Dopo il successo dell’edizione allargata dello scorso anno, la Borsa del Turismo Industriale ha ampliato ulteriormente la propria rete.
La novità di quest’anno è stata il coinvolgimento, accanto a Confindustria Emilia Area Centro, Confindustria Marche e Confindustria Piemonte, anche di Confindustria Veneto, Confindustria Bari-BAT e Confindustria Toscana Nord. Un percorso che ha visto nuovamente la partecipazione di Associazione Paesaggio d’Eccellenza ETS e Visit Industry Marche, rafforzando la collaborazione tra territori e realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio industriale italiano in chiave turistica.
Realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Bologna e il supporto di UniCredit, APT Servizi Emilia-Romagna e Motor Valley, l’edizione 2026 della BTI ha visto la partecipazione di 24 buyer italiani e internazionali provenienti da 14 Paesi – tra cui Francia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Stati Uniti, Messico e Sudafrica – attivi nei settori del tour operating, dell’organizzazione MICE e delle agenzie di viaggio. Accanto a loro, 47 seller provenienti da tutta Italia rappresentativi di musei d’impresa, strutture ricettive, dimore storiche, location per eventi, operatori turistici locali e consorzi territoriali hanno presentato le proprie proposte, dando vita a oltre 1.100 incontri one-to-one in una sola giornata.
Una giornata costruita attorno all’incontro diretto tra buyer e seller, nella quale il racconto dei territori si è trasformato in occasioni concrete di confronto e di business. Al centro non soltanto le destinazioni, ma le imprese e i luoghi che custodiscono storie, competenze e tradizioni produttive: un patrimonio capace di diventare parte integrante dell’offerta turistica italiana.
“Chi viaggia oggi vuole autenticità, e le nostre imprese hanno storie autentiche da raccontare: è il modo più diretto che hanno per farsi conoscere e farsi amare da chi compra i loro prodotti. Il turismo industriale tiene insieme queste due domande, e per questo è una nicchia che vale moltissimo da entrambe le parti”, dichiara Agostino Scialfa, presidente della Filiera Turismo e Cultura di Confindustria Emilia e amministratore delegato di Hotel Cosmopolitan Bologna.
L’edizione 2026 era patrocinata da Confindustria, Federturismo, Aidit, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Associazione Marchi Storici d’Italia e Museimpresa, restituendo la dimensione di un progetto che continua ad ampliare la propria rete.
La crescita della Borsa del Turismo Industriale testimonia il crescente interesse verso un modo diverso di scoprire e raccontare i territori, attraverso le imprese che ne hanno segnato e continuano a segnarne lo sviluppo. Fabbriche, musei d’impresa, archivi e luoghi della produzione diventano così parte di un’offerta turistica capace di unire storia, cultura del lavoro e identità del Made in Italy.




