Nasce un nuovo modello di governance per l’innovazione

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Almacube, Fondazione Golinelli e Confindustria: nasce un nuovo modello di governance per l’innovazione

Lo scorso 30 aprile, presso la Sala del VIII Centenario a Palazzo Poggi, sede principale dell’Università di Bologna, il Magnifico Rettore Prof. Giovanni Molari, ha accolto Fondazione Golinelli per annunciare l’entrata nella compagine societaria di Almacube (l’innovation hub dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro) di Fondazione Golinelli unitamente alle competenze e la rete di G-Factor, il proprio incubatore-acceleratore specializzato in life science e tecnologie emergenti.

Un apporto non solo di competenze e connessioni, ma anche di un consistente investimento economico, 1 milione di euro, per supportare l’indispensabile percorso di accompagnamento delle startup e spin-off lungo l’intero ciclo imprenditoriale: dalla ricerca e pre-incubazione fino all’accelerazione con le imprese e all’ingresso nel mercato.

Diventano quindi tre i principali attori di questo progetto, che non consiste nel semplice coordinamento di differenti programmi, ma rappresenta una scelta di governance in cui l’apporto specifico di ognuno degli attori crea un volano virtuoso: l’Alma Mater porta la ricerca scientifica di frontiera e il più ampio bacino di ricercatori e spin-off accademici della regione. Confindustria Emilia Area Centro porta il sistema produttivo di una delle regioni manifatturiere più competitive d’Europa. Fondazione Golinelli porta la propria storia — trent’anni di cultura scientifica, formazione giovanile e imprenditorialità d’impatto — e la rete costruita con G-Factor: partner industriali, istituzionali e finanziari capaci di accompagnare le startup nella validazione industriale e nell’incontro con i mercati.

Ognuno dei relatori ha contribuito a definire gli aspetti distintivi di questa collaborazione che rappresenta un unicum nel suo genere:

Il Magnifico Rettore Prof. Giovanni Molari ha sottolineato che il progetto attualmente promosso da stakeholders regionali ha l’obiettivo di trainare la competitività delle imprese di tutto il paese. Negli ultimi anni l’Università di Bologna ha consolidato un ecosistema imprenditoriale sempre più strutturato, in cui ricerca, formazione e trasferimento tecnologico dialogano in modo sistematico. L’Alma Mater offre terreno fertile e occasioni preziose per trasformare l’attività di studio e di ricerca in valore imprenditoriale: ad oggi conta 62 società accreditate, tra spin-off e startup studentesche, di cui 35 sono state accreditate negli ultimi cinque anni. Se la nascita di nuove iniziative è ormai un processo consolidato, la sfida si sposta quindi sempre più sulla crescita.

A prendere la parola è stata poi Laura Toschi, Presidente di Almacube e Professoressa Associata di Imprenditorialità e Innovazione all’Università di Bologna, che non ha nascosto la propria “emozione” per l’ingresso di Fondazione Golinelli nella compagine dell’incubatore universitario. Toschi ha ricordato come Almacube, nata vent’anni fa come incubatore accademico, abbia conosciuto una crescita significativa soprattutto dal 2013, con l’ingresso di Confindustria Emilia Centro, fino ad arrivare alla fase attuale. L’ingresso di Fondazione Golinelli – ha sottolineato – rappresenta un passaggio strategico che rafforza la vocazione alla open innovation, creando un ponte sempre più solido tra startup e grandi imprese. In un contesto competitivo che richiede capacità di fare rete e di accelerare i processi di scalabilità, l’alleanza con Fondazione Golinelli viene letta come un tassello decisivo per offrire alle giovani imprese innovative un ecosistema più maturo, integrato e capace di accompagnarle verso il mercato.

Nel suo intervento, Andrea Zanotti, presidente di Fondazione Golinelli, ha confermato la necessità di un cambio di passo nell’ecosistema dell’innovazione. Ha ricordato come, già in passato, l’Alma Mater avesse avviato un dialogo con la Fondazione, ma i tempi non fossero ancora maturi per uscire dalla “comfort zone” della sola formazione. Per anni, infatti, un’innovazione frammentata, portata avanti da piccole realtà imprenditoriali, era comunque riuscita a produrre risultati significativi. Oggi però – ha sottolineato Zanotti – il mercato impone logiche completamente diverse: servono concentrazione di capitali, competenze integrate e reti solide, capaci di generare veri sistemi. È in questo scenario che la Fondazione può mettere a frutto l’esperienza maturata sul campo, proponendosi come attore competente nel supporto alle Università, grazie anche a una rigorosa selezione dei progetti da sostenere, basata su criteri severi e sulla valutazione delle reali potenzialità di sviluppo. Riferendosi poi a Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e Assessore allo Sviluppo economico, Zanotti ha evidenziato il ruolo cruciale dell’ente territoriale. Pur non essendo “in campo” come i giocatori, la Regione svolge una funzione determinante, quasi da arbitro: un “enzima” capace di stimolare l’innovazione, facilitare le connessioni e creare le condizioni per far crescere un ecosistema competitivo e coeso.

Vincenzo Colla ha condiviso questa visione, ribadendo il ruolo strategico della Regione Emilia-Romagna, soprattutto in una fase segnata dal post-PNRR e dalla necessità di consolidare ciò che è stato avviato negli ultimi anni. La regione – ha ricordato – esprime prodotti di nicchia ad alta specializzazione e forma laureati di eccellenza, che però continuano a guardare all’estero attratti da condizioni di ingaggio più competitive. In questo scenario, l’innovazione – e in particolare l’automazione – diventa un fattore decisivo. Con una demografia piatta e una forza lavoro che non cresce, occorre liberare risorse dai compiti ripetitivi per destinarle a ruoli strategici, capaci di generare valore aggiunto e, per esempio, un maggiore numero di brevetti. Ma per farlo serve anche una comunicazione più incisiva: Colla ha osservato come, all’estero, innovazioni meno sorprendenti ma raccontate con maggiore efficacia riescano a catturare attenzione e capitali, mentre in Italia spesso il potenziale resta in ombra. Un richiamo, il suo, alla necessità di un ecosistema che non solo innovi, ma sappia anche raccontarsi e posizionarsi con forza sui mercati globali.

Nel suo intervento, Antonio Danieli, Vicepresidente e Direttore Generale di Fondazione Golinelli e Amministratore Unico di G‑Factor, ha aperto con un ricordo del fondatore, il Cavaliere Marino Golinelli, che certamente avrebbe applaudito a questa iniziativa, e con un ringraziamento al professor Lorenzoni di Almacube per la collaborazione costruita negli anni. Danieli ha sottolineato come l’Alma Mater rappresenti un terreno particolarmente fertile per trasformare attività di studio e ricerca in valore imprenditoriale. Se la nascita di nuove iniziative è ormai un processo consolidato, la vera sfida – ha osservato – si sposta sempre più sulla crescita delle realtà innovative. In questo percorso, G‑Factor intende porsi come un partner qualificato, forte dell’esperienza maturata e di un portafoglio che negli ultimi sei anni ha valutato oltre 1.300 progetti, investito in 24 startup e accelerato 60 realtà, collaborando con più di 150 partner nazionali e internazionali. Un dato che, nelle parole di Danieli, testimonia la solidità del modello e la capacità dell’ecosistema di intercettare e accompagnare talenti con reali potenzialità di sviluppo.

Tiziana Ferrari, Direttore Generale di Confindustria Emilia Area Centro, ha ricordato come l’ingresso di Confindustria in Almacube sia stato guidato dall’obiettivo di creare un territorio fertile per l’innovazione e, allo stesso tempo, stimolare il manifatturiero a fare massa critica tra le realtà che condividono una chiara vocazione innovativa. Ferrari ha espresso l’auspicio che questo modello – il primo nel suo genere – possa diventare un riferimento e favorire la nascita di altri incubatori integrati, capaci di accompagnare le imprese fino ai mercati e di rafforzare l’intero ecosistema regionale dell’innovazione.

 

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Immagine di Rita Passerini
Rita Passerini
Giornalista pubblicista e coordinatrice editoriale di Emilia-Romagna Economy. Si occupa di innovazione, sostenibilità e nuove opportunità in campo economico. Esperta di eventi del mondo del lusso e della personalizzazione che mette al centro il singolo.

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